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Alpinismo

Identificati i dispersi, sospese le ricerche

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COURMAYEUR, Aosta — Due guide alpine, una austriaca e una svizzera, una donna e tre uomini di nazionalità tedesca e una coppia di svizzeri. Sono stati identificati gli 8 alpinisti travolti dalla valanga caduta domenica scorsa sul Monte Bianco, sulla cima Tacul. I loro corpi si trovano a 30-50 metri sotto la neve, nei crepacci. Le autorità francesi per ragioni di sicurezza hanno deciso di sospendere le operazioni di recupero.

Le identità degli 8 alpinisti dispersi da domenica sul Monte Bianco sono state rese note dalla gendarmeria di Chamonix ieri sera. Si tratta di una guida austriaca, una svizzera, tre uomini e una donna tedeschi, e non austriaci come si pensava inizialmente, e una coppia di svizzeri. La valanga che domenica scorsa si è staccata dal Tacul a 4.000 metri di quota, li ha travolti completamente e trascinati sotto la neve per diversi metri a valle.
 
Sette delle vittime erano in possesso dell’Arva, l’apparecchio che permette di segnalare la posizione delle persone sotto la neve, e grazie a questo i loro corpi sono stati rintracciati. Gli alpinisti si troverebbero in alcuni crepacci, sotto uno spesso strato di neve, a circa 30 – 50 metri di profondità.
 
A maggior ragione insomma le auotorità hanno deciso di interrompere le operazioni di recupero: non solo è troppo alto infatti il pericolo di nuove valanghe, ma anche la posizione dei corpi richiederebbe per il recupero tempi molto lunghi, durante i quali probabilmente i segnali che arrivano dagli Arva terminerebbero prima del necessario per esaurimento delle batterie.
 
La speranza di riavere le salme delle vittime rimane dunque in mano alla natura, alla speranza che lo scioglimento della neva riconsegni alle famiglie i corpi delle vittime. Secondo quanto emerge uno degli alpinisti sarebbe stato trascinato per circa 300 metri dal punto in cui è caduta la valanga, mentre gli altri sarebbero stati travolti e spostati dalla neve per oltre 1500 metri.
 
Continueranno invece nei prossimi giorni i voli in elicottero sul Tacul e nella parte alta del ghiacciaio dei Bossons. Potrebbero infatti riaffiorare dalla neve alcuni oggetti o indumenti appartenenti agli alpinisti, così come zaini o altro ancora. Ieri per esempio i soccorritori hanno recuperato uno zaino, una scarpa e qualche lembo di giacca.
 
 
 
Valentina d’Angella
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