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Alpinismo

Moro: Batura, non è detta l’ultima parola

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BERGAMO — Una nuova via sul Batura II, che la spedizione coreana non è ancora riuscita a salire. E una scuola d’alpinismo nella valle del Shimshal, dove abitano le famiglie di due portatori morti sul K2 nella tragedia del primo agosto. Questi i progetti nel cassetto di Simone Moro ed Hervè Barmasse, che qualche giorno fa sono rientrati in Italia dopo aver compiuto la prima salita del Beka Brakai Chhok.

Moro e Barmasse hanno salito il Beka Brakai Chhok dopo aver rinunciato al Batura II, obiettivo originario della spedizione, poichè sulla montagna stava già operando una spedizione coreana. "Abbiamo osservato il Batura di fronte e dall’alto – racconta Moro – e abbiamo individuato un’altra bellissima via da aprire. La terremo nel cassetto per l’anno prossimo, nel caso il tentativo coreano dovesse fallire".

Sulla via del rientro, i due alpinisti hanno fatto tappa nella valle del Shimshal, dove hanno intenzione di avviare una scuola di alpinismo dedicata ai portatori d’alta quota.

"Io ed Hervè siamo tornati sani e salvi dalla nostra scalata – racconta Moro -. Sulla via del rientro siamo passati nel villaggio dove abitavano due portatori scomparsi nella recente tragedia del K2 e abbiamo portato alle famiglie le condoglianze di tutta la comunità alpinistica. Durante la visita, abbiamo posto le basi per un nostro nuovo progetto: creare una scuola d’alpinismo per i portatori d’alta quota".

Moro e Barmasse si sono fermati nella valle e hanno mostrato dei filmati di alpinismo, spiegando alle autorità locali le loro intenzioni.  

"Vorremmo insegnar loro le migliori tecniche su roccia, ghiaccio e misto – prosegue l’alpinista bergamasco – e soprattutto dar loro gli strumenti per scalare in modo sicuro. Li potremmo aiutare a diventare ottimi portatori, guide alpine o accompagnatori per i trekking. I responsabili della scuola saranno Qudrat Ali e Shaheen Baig, i due alpinisti pakistani che hanno tentato, con me, di salire il Broad Peak in invernale".

"La scuola sarà rivolta a maschi e femmine – conclude Moro -. Nei prossimi mesi, tramite la The North Face che ha aderito entusiasta a questo progetto, procuererò i materiali alpinistici necessari alla scuola. Noi atleti terremmo delle lezioni una o due volte l’anno e organizzerò delle mini spedizioni sulle montagne della valle, molte delle quali sono ancora inviolate".

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