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Ambiente

Tracce d’uranio nelle fonti altoatesine

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BOLZANO — La situazione ha meritato subito un approfondimento da parte delle autorità competenti. Sì perchè, secondo quanto riporta un settimanale locale, in alcune fonti idriche dell’Alto Adige sarebbero state rilevate tracce d’uranio.

Il settimanale aveva parlato di "preoccupazione" per un’eventuale contaminazione delle acque. Ieri sono intervenuti i tecnici della Provincia che hanno ridimensionato il problema. Secondo i loro rilievi, dei 1500 acquedotti presenti in Alto Adige solo in 8 sono stati accertati valori che oltrepassano i limiti fissati dall’Oms. Limite che però – tengono a precisare i tecnici – non è vincolante né per l’Italia né per l’Unione Europea.
 
Magra consolazione. Certo è che i tecnici sono concordi sul fatto che non ci siano rischi per la salute. "Non esiste pericolo di radioattività nelle acque potabili – ha fatto sapere in un comunicato il direttore l’Ufficio gestione risorse idriche della Provincia Wilfried Rauter -. Queste notizie stanno provocando il panico senza motivo, mentre l’acqua può essere bevuta tranquillamente".
 
Secondo Rauter le notizie circolate non corrisponderebbero al vero: "Già l’abbinamento della presunta presenza di elevati valori di uranio nell’acqua potabile al simbolo che indica il pericolo di contaminazione radioattiva è assolutamente fuorviante, dal momento che in caso di valori limite dell’uranio nell’acqua potabile non si tratta mai di radiazioni radioattive (a tal fine le quantità sarebbero troppo esigue), bensì di eventuali effetti chimici dell’uranio".
"Inoltre – prosegue il direttore -, bisogna considerare le concentrazioni di uranio alla luce di rilevamenti su un arco temporale pluriennale, dal momento che la concentrazione di ogni elemento nell’acqua subisce costanti variazioni. In annate povere di precipitazioni atmosferiche i valori si differenziano notevolmente rispetto a quelli registrati in anni caratterizzati da notevoli precipitazioni atmosferiche".
 
"Le acque altoatesine, dunque, possono essere bevute senza alcun timore", conclude Rauter. 
 
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