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Esteri

Nepal: via il re, nasce la repubblica

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KATHMANDU, Nepal — E’ finita un’epoca in Nepal e ora se ne apre un’altra, tutta nuova, tutta da scrivere. Dopo 239 anni di monarchia il re ha lasciato oggi il Palazzo reale e il nuovo Parlamento della neonata Repubblica federale ha giurato davanti al popolo.

Le elezioni che avevano sancito la fine della monarchia nello stato nepalese si erano tenute ad aprile, ma solo oggi, 28 maggio, è stato il giorno della vera "rivoluzione". Questa mattina infatti il re Gyanendra è stato costretto a lasciare il palazzo reale e forse per sempre, visto che le autorità devono ancora decretare quale sarà la sua sorte.
 
Mentre il volto del sovrano spodestato spariva dalle banconote e dai cartelloni nelle strade, il nuovo potere, il parlamento della neonata Repubblica federale nepalese, giurava davanti al popolo e prendeva ufficialmente in mano il governo del paese.
 
Fin dall’alba di questa mattina la popolazione in festa si è riversata nelle strade di Kathmandu per salutare l’avvento della nuova epoca. Da anni infatti ormai la monarchia aveva perso il consenso popolare, seppure le fondamenta del potere fossero di tipo teocratico. In Nepal, infatti, il re era considerato una reincarnazione del dio induista Vishnu.
 
Già ieri e l’altro ieri a Kathmandu erano scoppiati disordini nelle starde della città. Alcune bombe infatti, sono state fatte scoppiare vicino al Palazzo reale e al parco di Ratna, nel centro della capitale. Le esplosioni sono state rivendicate dal un partito fondamentalista indu chiamato Ranabir Sena.
 
Da domani però la autorità prevedono che possa tornare la calma. Il governo ad interim del premier Gyria Prasad Koirala inoltre, ha già proclamato tre giorni di festa nazionale.
 
I partiti che sono usciti vincitori dalle elezioni dello scorso aprile, quello del Congresso del premier Koirala, i maoisti e i leninisti, stanno attualmente discutendo sulla forma di governo definitiva di cui dotare la Repubblica. Rimangono poi da definire molte altre questioni, non ultima la stesura della Costituzione, che verrà compiuta entro i prossimi 2 anni.
 
"Oggi e’ una giornata epocale – ha sottolineato con soddisfazione il leader maoista Prachanda, candidato a guidare il nuovo governo -. Per 50 anni il popolo ha lottato affinchè questo accadesse".
 
A partire dal 2001 la monarchia era stata protagonista di vicende poco chiare, forse responsabili del declino del consesnso popolare. L’attuale sovrano infatti si era insediato in quell’anno a seguito della misteriosa strage dei suoi fratelli, tra cui il suo predecessore re Birendra, molto amato dalla gente.
 
Nei 10 anni successivi poi, gli insuccessi della lotta contro i maoisti, iniziata nel 1996, e il pesantissimo bilancio di morti scaturito dai contrasti avevano aggravato la situazione. Infine nel 2005 Gyanendra aveva esautorato il governo per assumere i poteri assoluti.
 
 
Valentina d’Angella
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