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Cronaca

Trentino, base jumper precipita e muore

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MEZZOCORONA, Trento — Si è buttato dal Monte di Mezzocorona per un volo in base jumping, ma il paracadute non si è aperto e la caduta di 600 metri nel vuoto gli è stata fatale. Manuele Amadori, campione italiano di paracadutismo, è morto così ieri tra le Cime di Vigo.

Manuele Amadori, campione italiano di paracadutismo nella specialità skysurf, era arrivato l’altro ieri mattina a Mezzocorona, in provincia di Trento, in compagnia di due amici. Si erano riuniti lì per praticare il base jumping, un salto considerato dagli esperti particolarmente difficile, di cui proprio il bresciano è stato un pioniere.
 
Sono saliti a piedi sul monte, poi si sono spostati su una terrazza naturale di roccia strapiombante sul versante di Roverè e da lì hanno spiccato il volo. L’atterraggio era previsto su un terreno privato a due passi dalla strada che collega  Mezzocorona a Roverè della Luna, ma per Amadori non è andata così.
  
Il paracadutista si è buttato per primo nel vuoto, da 600 metri di altezza. Dopo 500 metri ha azionato regolarmente il pilotino estrattore, un piccolo paracadute che con la resistenza dell’aria avrebbe dovuto aprire il paracadute principale. Ma così non è stato, perchè la vela non si è aperta e Amadori è precipitato senza più fermarsi.
   
Si è schiantato al suolo a un paio di metri dalla carreggiata in mezzo ai fusti di alcuni pini neri. L’amico ha seguito dall’alto il lancio e si è subito lanciato anche lui, raggiungendo in pochi secondi la strada. Immediatamente ha dato l’allarme e sul posto sono arrivati l’ambulanza e l’elisoccorso. Ma per Amadori non c’era più niente da fare: è morto sul colpo.
   
Attualmente la procura ha aperto un’inchiesta per risalire alle cause dell’incidente e capire se si sia trattato di errore umano o di un problema tecnico. La perizia sul paracadute stabilirà infatti cosa abbia determinato la mancata apertura.
 
 
 
Valentina d’Angella
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