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Ambiente

Sull’Everest tonnellate di immondizia

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LOBUCHE, Nepal — "E’ un immondezzaio. Una vergogna per l’alpinismo". E’ amareggiato e deluso, Silvio Gnaro Mondinelli, nell’osservare il devastante stato del Colle Sud dell’Everest, ridotto ad un cumulo di rifiuti delle spedizioni passate di qui negli ultimi giorni. L’alpinista si trova lassù con i compagni Marco Confortola e Michele Enzio per tentare di salire in vetta senza ossigeno domani mattina.

"Qui intorno ci sono tonnellate di rifiuti – racconta Mondinelli -. Gas, cartacce, immondizia d’ogni genere. Dovrebbero aumentare la cauzione delle spedizioni a centomila euro, forse qualcuno si impegnerebbe un po’ di più a riportare a valle la prorpia sporcizia".
 
E’ arrabbiato, Mondinelli. Ha lavorato tutto il giorno sulla stazione meteorologica di Colle Sud, installata dalla spedizione Share Everest del Comitato EvK2Cnr la settimana scorsa, che contribuirà allo studio dei cambiamenti climatici e ai progetti di tutela ambientale dell’Unep e del World Meterological Organization.
 
Ma intorno alla stazione, l’ambiente fa quasi inorridire i ragazzi della squadra. "Mi vergogno di essere un alpinista" sbotta Michele Enzio.
 
"Forse siamo noi che non dovremmo più venire qui – continua, amareggiato, Mondinelli -. Forse dovremmo lasciar qui quelli che alpinisti non sono. Quelli che vengono qui con le spedizioni commerciali. Che scendono attaccati alle bombole d’ossigeno e non salutano nemmeno perchè troppo intontiti".
 
"L’altro giorno – racconta l’alpinista – ho incrociato degli sherpa che portavano su dei giapponesi completamente ignari di cosa fosse l’alta quota. Ho chiesto loro se non gli dispiaceva vedere queste cose. Mi hanno risposto di no, che loro così lavorano e guadagnano. Forse dovremmo davvero dedicarci solo alle montagne inesplorate e lasciare qui i turisti. Almeno, i nepalesi lavorano e noi non ci facciamo il sangue amaro".
 
 
Sara Sottocornola
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