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Alpinismo

Castagna: ecco com’è andata sul Makalu

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VICENZA — "Avevo sempre freddo, battevo i denti, tremavo. Due brasiliani hanno notato che ero chiaramente in ipotermia. Mi hanno dato da bere e mi hanno fatto respirare una doccia di ossigeno di un paio di minuti, preziosi per la mia salute". Questa l’esperienza di Cristina Castagna sugli 8.463 metri del Makalu. In queste righe, l’alpinista vicentina racconta il freddo, il gelo, la fatica e la paura provati nella salita sul gigante himalayano, che l’ha vista tornare con dei congelamenti ad una mano. Ma anche la gioia di essere stata la prima italiana a riuscire nell’impresa.

"La notte al campo 4 a 7800 metri è stata lunga – racconta la Castagna sul suo sito web -. Avevamo una piccola tenda e fuori il vento  la faceva da padrone.Non sapevo se avevo voglia che arrivasse o meno mezzanotte e mezza, l’ora prevista per la  partenza. Non riuscivo a dormire sia per l’agitazione sia perchè a quelle quote il sonno è un’impresa impossibile".
 
"Poi il momento di partire è arrivato – prosegue l’alpinista -. Il pendio era subito ripido e mi sono distanziata immediatamente dal mio compagno Giampaolo Casarotto, che era più veloce di me. Avevo freddo, molto freddo ai piedi ma soprattutto alla mano sinistra, credo che la temperatura sia stata intorno ai 30 gradi sotto zero".
 
L’alpinista racconta di aver salito un lungo pendio nevoso e poi di essere entrata in un canale, dove si muovevano quella notte, più di dieci persone tra sherpa e alpinisti. Lì, la Castagna ha iniziato a soffrire il freddo in maniera quasi insopportabile.
 
"Battevo i denti, tremavo – racconta la Castagna -. Nel canale ho trovato i due amici brasiliani, Waldemar e Irivan, che hanno visto la mia mano scura, ero chiaramente in ipotermia. La cima era importante per me, sapevo di potercela fare, ma mi rendevo conto che la mia temperatura si abbassava velocemente. Mi hanno dato da bere e mi hanno fatto respirare una doccia di ossigeno di un paio di minuti. Sono stati davvero importanti per la mia salute".
 
Grazie all’ossigeno, la Castagna si è ripresa ed è riuscita a salire un altro pò, insieme a Irivan, fino ad incontrare il sole. In quel momento l’alpinista racconta di essersi seduta per scaldarsi mentre i due brasiliani hanno proseguito  verso la vetta. Poi, vedendo che dietro di lei salivano altre persone, si è resa conto che non era troppo tardi e ha ripreso la salita.
 
"Sono stati momenti davvero difficili – racconta la Castagna -. Ma alle 11 di mattina sono arrivata finalmente alla appuntita vetta del Makalu con un alpinista ecuadoregno di nome Santiago e i due brasiliani. Le vette non si conquistano da soli, fortunatamente si arriva in cima insieme".
 
Ora l’alpinista è a Kathmandu per curare il congelamento alla mano, risultato di secondo/terzo grado ma fortunatamente superficiale.
 
Sara Sottocornola
Foto courtesy www.elgrio.net
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