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Alpinismo

Everest: i militari bloccano i test scientifici italiani

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LOBUCHE, Nepal — "Abbandoniamo il campo base perchè lassù non è possibile effettuare i test sulla stazione meteorologica che dovremo installare a Colle Sud. I militari ci hanno imposto di smontarla". Con queste parole Giampietro Verza annuncia la decisione del team di Share Everest di trasferirsi al Laboratorio Piramide per qualche giorno. Qui responsabile delle stazioni di monitoraggio del Comitato EvK2Cnr  si dedicherà al montaggio della stazione del Kala Patthar con gli alpinisti Silvio Mondinelli, Marco Confortola e Michele Enzio. Ecco il racconto dell’accaduto.

Verza, dove si trova in questo momento?
Sto lasciando il campo base nepalese dell’Everest. Lo abbandoniamo perchè lassù non è possibile effettuare i test delle nostre apparecchiature scientifiche. Avevamo montato la nostra stazione meteorologica perchè il nostro programma prevedeva un test intensivo a campo base. Ma i militari ce l’hanno fatta smontare perchè per ora le regole di campo base vietano qualsiasi attività con apparecchiature elettroniche.
                          
Avevate le autorizzazioni necessarie per farlo?
Certo! Sono vent’anni che collaboriamo con le autorità nepalesi e le istituzioni scientifiche locali e abbiamo sempre condiviso i progetti e chiesto le autorizzazioni per la loro attuazione. Per questo c’è un apposito comitato bilaterale a cui vengono sottoposte le attività di ricerca e che fornisce il via a procedere. In questo caso, poi, l’installazione della stazione a Colle Sud e il posizionamento del sensore termico in vetta sono parte di un progetto dell’Unep, programma ambientale delle Nazioni Unite, e sono parte delle attività dell’Anno internazionale del Pianeta Terra.
  
Che cosa farete ora?
Potremo riprendere i test solo dopo la salita della fiaccola olimpica dal versante tibetano, cioè dopo l’11 maggio. Quindi ora sto scendendo on Silvio Mondinelli, Marco Confortola e Michele Enzio verso la Piramide, dove  porteremo avanti il lavoro scientifico per quanto possibile. Abbiamo deciso di montare la stazione di Kala Patthar, che è anche ponte radio per il Colle Sud, anche se si tratta di una parte meno prioritaria del programma. Al base abbiamo lasciato il nostro staff nepalese.
 
Quanto è grave questo ritardo?
Significa che porteremo macchine meno testate al base e quindi con rischi più alti di insuccesso. Inoltre perdiamo una settimana di monitoraggio meteorologico a campo base che poteva essere molto utile. Dispiace perchè si tratta di un’apparecchiatura per il monitoraggio ambientale, innocua e assolutamente controllabile.
 
Che clima c’è lassù?
Al campo base la situazione è statica. C’è un ferreo controllo sulle spedizioni. Gli alpinisti possono solo telefonare in determinati orari e alla presenza dei militari. Ma non è vero che sono tutti fermi al campo base. Mondinelli e gli altri, in questi giorni, hanno potuto salire e dormire a campo 2, dove ci sono dei militari con fucili di precisione, che controllano l’accesso di campo 3, completamente vietato.
 
Com’è lo stato d’animo degli alpinisti?
Al campo base, serpeggia un enorme scontento. Secondo indiscrezioni, molti vorrebbero che il governo nepalese riconoscesse un rimborso di almeno 3-4mila dollari a ciascun alpinista che ha pagato un permesso da diecimila dollari, visto che gli sono stati tolti almeno 10 giorni di attività in un mese buono per la salita. Corrono molte voci sul fatto che, finito tutto, diversi alpinisti cercheranno di organizzarsi e di fare una causa internazionale per ottenere un risarcimento.
 
E come vivono gli sherpa questa situazione?
Ho incontrato poco fa una alpinista indiana accompagnata da uno sherpa di grande esperienza. Le sua parole mi hanno colpito. Ha detto che Sagarmatha (il nome della  nepalese dell’Everest, che in qui è riconosciuto come divinità) non è sicuramente contento delle armi a campo base, perchè questa è una terra sacra. Dice di aver visto tante valanghe e grosse nuvole sul Pumori: un segno preoccupante.
 
Indiscrezioni parlano di una possibile salita della fiaccola tra oggi e domani…
Le condizioni non sono male, c’è sempre un po’ di vento in quota ma poteva essere una giornata da cima. Stamattina in particolare abbiamo assistito al volo di ricognitori militari cinesi che hanno sorvolato l’Everest e il campo base più volte, esattamente sullo spartiacque himalayano.
 
Voi quando rientrerete al base?
Gli alpinisti contano di tornare su tra un paio di giorni. Io vedrò, in base al lavoro scientifico che ci sarà da fare.
 
 
Sara Sottocornola
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