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Alpinismo

Reinhold Messner: la Cina se l’è cercata

BOLZANO — "Si sono messi nei pasticci da soli, trasformando questo viaggio in una grande protesta pro-Tibet". Con queste dure parole Reinhold Messner ha commentato la salita della torcia olimpica programmata dai cinesi sul versante tibetano dell’Everest. Messner è intervenuto ieri sulla questione, dicendosi favorevole alla protesta ma non al boicottaggio.

Sono parole forti quelle che Reinhold Messner ha rilasciato nei confronti della vicenda internazionale della torcia olimpica e delle Olimpiadi di Pechino 2008 al quotidiano tedesco Frankfurter Rundschau. Il grande alpinista altoatesino infatti, ha preso posizione contro i provvediemnti presi dal governo cinese e si è schierato a favore del Tibet.
  
"Si sono messi nei pasticci da soli, trasformando questo viaggio in una grande protesta pro-Tibet – ha dichiarato – Non sono per il boicottaggio, come ho già detto, ma appoggio le manifestazioni". Messner infatti, aveva già espresso il suo pensiero a riguardo a fine marzo, quando, con un gesto emblematico, aveva srotolato e issato un drappo di 70 metri quadri dipinto dai bambini tibetani presso Castel Firmiano alle porte di Bolzano.
  
Ma le critiche non si sono limitate solo all’aspetto politico. L’alpinista infatti ha attaccato l’intero progetto di portare in cima all’Everest la fiaccola olimpica. "E’ una farsa dei cinesi – ha affermato – Perche` devono portare la fiaccola fin lassù?  Comunque non potrebbe restare accesa senza l`ausilio di qualche trucco: a quell’altitudine c`e` troppo poco ossigeno e tira un vento ingestibile".
   
Nonostante infatti, gli organizzatori cinesi abbiano studiato un metodo per permettere alla fiaccola di rimanere accesa, e lo abbiano spiegato alla comunità internazionale diversi mesi fa, lo scalatore altoatesino rimane della sua idea. A suo parere a quell’altezza il fuoco olimpico potrà ardere solo con qualche trucco.
 
 
 
 Valentina d’Angella
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