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Il Karakorum guarda al futuro con l’Italia

BERGAMO — Le montagne del Karakorum, dove sorge l’imponente K2. E i villaggi ai piedi di quei colossi, sogno di ogni alpinista. E’ una zona, quella del Pakistan del Nord, ricca di meraviglie. Ma che ha bisogno di valorizzare le sue straordinarie risorse. E’ questo il tema discusso nell’importante conferenza internazionale tenutasi settimana scorsa a Gilgit, dove l’Italia ha giocato un ruolo di protagonista.

La conferenza, voluta dalla Karakorum International University, ha radunato scienziati ed esperti di 65 Paesi del mondo. In occasione del simposio è stato inaugurato il laboratorio per l’analisi, il taglio e lavorazione di pietre dure, nato nell’ambito del Progetto Garnet, promosso da EvK2Cnr e dalla Karakorum International University.
    
Il progetto ha previsto anche il soggiorno in italia di dieci studenti pakistani, laureati proprio durante la conferenza di Gilgit, per un corso di formazione presso l’Istituto Gemmologico Italiano. L’iniziativa ha ricevuto le lodi dell’Ambasciatore ad Islambad Vincenzo Prati, che ha definito la ricerca e la cooperazione internazionale fondamentali per lo sviluppo del paese.
 
 
Sara Sottocornola
 
 
 
 
 
 
 
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