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Esteri

Nepal, elezioni: vincono i comunisti

KATHMANDU, Nepal — Vincono i comunisti, traballa la monarchia. Questo l’esito, ormai quasi certo, delle elezioni nepalesi che hanno visto la popolazione esprimere una sorprendente quanto forte preferenza per i gruppi di ex-guerriglieri maoisti che per anni hanno attanagliato il Paese.

I risultati, che arrivano proprio nel giorno del capodanno nepalese, sono ormai quasi definitivi. Ad ora, 107 seggi sono andati ai maoisti. 32 alla lista centrista del Nepal Congress. 27 alla lista Communist Party of Nepal – Unified Marxist Leninist. Gli altri a seguire, con un numero di seggi irrisorio. Questo, insomma, gli esiti delle elezioni nepalesi che giovedì hanno segnato una svolta fondamentale nella storia del Paese himalayano. 
 
Il partito maoista, guidato dal 52enne Pushpa Kamal Dahal, detto Prachanda ("il terribile"), ha sbaragliato i concorrenti oltre ogni previsione. I partiti fedeli al re, invece, hanno raccolto solamente una manciata di voti.
 
"La fine della monarchia era inevitabile – ha spiegato il direttore del Kathmandu Post a Lorenzo Cremonesi del Corriere della Sera -. Venne segnata quando nel 2006 re Gyanendra, dopo le proteste popolari, accettò di ricoprire un ruolo solo cerimoniale e accolse la richiesta dei maoisti di cambiare la costituzione. Probabilmente si andrà verso l’avvio di una repubblica laica e comunista".
 
La monarchia, in Nepal, durava da 238 anni. Ma nell’ultimo decennio, aveva perso popolarità a causa di alcuni scandali per corruzione. Nel 1996 avvenne la prima rivolta maoista, che diede avvio alla guerriglia che in dieci anni si calcola abbia fatto almeno 13mila morti. Nel 2001 il re Birendra e i membri della sua famiglia vennero trucidati nel palazzo reale: sotto accusa finì il figlio del re, che poi si suicidò.
 
Il trono finì poi nelle mani dell’attuale re Gyanendra (che molti considerano il vero ispiratore della strage della famiglia reale). Gyanendra, nel 2005, tentò di imporsi in modo assoluto, ma nel paese scoppiarono diverse rivolte e lui fu costretto a trattare con i maoisti e ad accettare le elezioni e il cambio della costituzione. L’Assemblea costituente si dovrebbe riunire entro pochi mesi da queste elezioni e definire il nuovo assetto istituzionale del
paese.
 
Nonostante queste premesse, però, i risultati elettorali con questa larghissima maggioranza comunista hanno destato parecchia sorpresa. Alcuni pensano che i nepalesi vogliano semplicemente un cambiamento radicale nella politica del paese. Altri che vogliano semplicemente cacciare un re scomodo, che gli altri partiti potrebbero voler mantenere al
trono. C’è infine chi pensa che la scelta sia dettata dal desiderio di pace e dal timore che i maoisti, se perdessero, potrebbero tornare alla guerriglia nelle foreste e nelle periferie.
 
Qualunque sia la causa, il Paese sembra avviato verso un grosso cambiamento. Anche se per avere la composizione definitiva dell’assemblea costituente, che dovrebbe avere in totale 601 membri, bisognerà attendere ancora qualche giorno.
 
Sara Sottocornola
 
Segui in diretta le elezioni sul sito www.nepalmountainnews.com
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