• Il primo sito italiano sul mondo della montagna e dell'alpinismo
Attualità

Free Tibet: salita di protesta sul Cervino

AOSTA — Fumate rosso arancio dalla vetta del Cervino, e dalle cime più celebri del pianeta. Questo il piano dell’alpinista italiano Alberto Peruffo, che ha intenzione di inscenare, in concomitanza con la salita olimpica dell’Everest, una spettacolare protesta contro la repressione e il dominio cinese in Tibet.

Il progetto di Peruffo, battezzato “Sad Smoky Mountains” (letteralmente "tristi montagne fumanti") verrà messo in atto proprio durante i primi dieci giorni di maggio. Esattamente il periodo dello "stop alle scalate" imposto sull’Everest dal governo cinese e poi da quello nepalese.
 
Peruffo scalerà i 4478 metri Cervino con un gruppo di amici. Dalla vetta accenderanno delle torce che produrranno delle immense fimate arancioni e rosse, i colori della bandiera tibetana. Secondo Peruffo, il rosso simboleggerà anche il sangue versato da chi è morto per la causa tibetana. 
  
Ma l’alpinista vorrebbe che la protesta non restasse isolata. In un apposito blog ha lanciato l’invito ad organizzare proteste simili su diverse cime famose, sempre nei primi giorni di maggio. Tutte le torce verrano accese nello stesso momento.
 
Le adesioni sono già numerose: sembra che siano già state programmate salite di protesta sul Disgrazia, sulla Cima d’Asta, sul Breithorn, sul Gran Sasso e sulla Marmolada. Altre montagne in lizza sono la Grigna, e diverse montagne internazionali: il Monte Perdido sui Pirenei, lo Iztaccíhuatl in Messico, lo Jungfrau in Svizzera, il   Kékes-tető in Ungheria e lo Store Ringstund in Norvegia.
 
Peruffo ha invitato a ripetere la scalata di protesta anche l’8 di agosto, giorno di apertura delle Olimpiadi. Tutti coloro che vorranno protestare per l’indipendenza del Tibet e per la difesa dei diritti umani dovranno accendere – all’una del pomeriggio, ora di Pechino – fiaccole rosse sulle cime di grattacieli o di montagne. Le immagini poi verranno raccolte in un dvd che documenterà la protesta mondiale contro la repressione cinese.
 
 
Articolo precedenteArticolo successivo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *