• Il primo sito italiano sul mondo della montagna e dell'alpinismo
Alpinismo

E Cristina Piolini sale l’Elbrus

KISLOVODSK, Russia — E’ vetta per Cristina Piolini, che sull’Elbrus conquista il suo quarto sigillo nella corsa alle Seven Summits. L’alpinista ossolana ha raggiunto la vetta ieri pomeriggio, con maltempo imperversante e una temperatura polare: 37 gradi sottozero.

L’Elbrus è la montagna più alta del Caucaso e d’Europa. Il suo nome significa "picchi gemelli", perchè nasce dai resti di due crateri: la cima orientale è alta 5.621 metri, quella occidentale (la più elevata) 5.642. La salita in vetta, in sè, non presenta grandi difficoltà alpinistiche. Ma il meteo non ha reso le cose facili alla Piolini.
 
Partita dal rifugio di notte, l’alpinista ha raggiunto la vetta con nevischio, vento e temperature polari. Con lei c’erano Giorgio Canini, Claudio Mandrini (già suo compagno di cordata sullo Shisha Pangma nel 2005) e la guida alpina locale. Altri membri della spedizioni si sono fermati appena sopra il colle.
 
Sulla vetta, il gruppo ha speso un minuto soltanto per le foto di rito e poi ha iniziato la discesa, che si è rivelata lunga e difficile a causa della nebbia e delle nevicate persistenti. La Piolini ha dovuto rinunciare alla discesa con gli sci, perchè dai 4.400 metri in su il percorso era tutto su ghiaccio vivo, superabile soltanto con i ramponi.
 
Il tempo impiegato tra salita e discesa, partendo dai 4.157 metri del rifugio Priut 11, è stato di circa 12 ore. La Piolini, che ora sta rientrando verso valle, ha riportato un’ustione al viso a causa del freddo.
 
L’alpinista ossolana, oltre all’Elbrus, ha salito l’Aconcagua (6.962 metri, in Sud America), la Piramide Carstensz, (4.884 metri, in Oceania)  e il Kilimanjaro in Africa. Per completare le Seven Summits, le montagne più alte di ogni continente, alla Piolini mancano ora tre cime, le più difficili.
 
Si tratta del Mount Vinson (4.892 metri, in Antartide), del McKinley (6.194 metri, in Nord America) e dell’Everest (8.848 metri, Asia), che l’alpinista voleva salire proprio questa primavera dal versante cinese. Il divieto di scalata imposto sul versante per il passaggio della fiaccola olimpica le ha però fatto saltare il programma.
Sara Sottocornola
Articolo precedenteArticolo successivo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.