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Tecnologia

Clima, importanti studi in Himalaya

BERGAMO — Il riscaldamento globale si manifesta in modo diverso e più o meno intenso nelle diverse parti della terra. Se ai Tropici sono particolarmente visibili i suoi effetti, sono i ghiacci dell’Himalaya a svelare importanti dati per comprendere i processi in atto, per esempio relativamente all’impatto dell’inquinante black carbon. Lo ha detto il responsabile scientifico del progetto ABC, il Professor Ramanathan, in un importante articolo pubblicato sulla rivista Nature.

Le stazioni di monitoraggio climatico poste sul "tetto del mondo" sono un luogo privilegiato di analisi e osservazione dei cambiamenti climatici. In particolare la Piramide del Comitato Ev-K2-Cnr, posizionata a 5050 metri di quota e inserita nel progetto internazionale ABC (Atmospheric Brown Clouds), è un importante punto di riferimento per l’acquisizione dati sulla composizione atmosferica alle alte altitudini.
  
Lo ha detto la settimana scorsa il Professor Ramanathan, responsabile scientifico del progetto ABC. Un importante articolo dello scienziato infatti, è stato pubblicato la settimana scorsa sulla prestigiosa rivista scientifica Nature.
  
Lo scritto del Professore si concentra in particolar modo sule particelle di black carbon, considerate l’assorbitore dominante delle radiazioni solari visibili nell’atmosfera. Prodotte dall’attività umana, anche se distribuite globalmente, sono concentrate maggiormente ai tropici dove l’irradiazione solare è più alta.
  
Il black carbon si sposta spesso per lunghe distanze, e si mischia con altri aerosol durante il suo movimento. Questo mescolamento può dare vita a pennacchi transcontinentali di nubi marroni, che si estendono verticalmente per 3 o 5 chilometri.
   
A causa della combinazione di alto assorbimento e della capacità di formare estese nubi marroni nel miscuglio con altri aerosol, le emissioni di black carbon sono considerate la causa maggiore dell’attuale riscaldamento globale, seconde solo al biossido di carbonio.
  
Nella regione himalayana il riscaldamento solare da black carbon ad alte quote può essere importante tanto quanto il biossido di carbonio nello scioglimento di neve e ghiacciai. Infatti l’intercettazione delle radiazioni solari da parte delle nubi marroni porta all’oscuramento della superficie della terra con importanti implicazioni per il ciclo idrologico.
  
Il deposito di particelle di black carbon oscura la superficie della neve e dei ghiacci, che possono contribuire al loro scioglimento, soprattutto dei ghiacci dela mare Artico.
  
E proprio per via degli effetti di queste particelle alle alte quote gli studi sui cambiamenti climatici si fanno particolrmente rilevanti nella regione dell’Himalaya.
 
 
Valentina d’Angella
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