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Everest, si cambia tutto: permessi meno cari e nuova via di salita dopo la tragedia dei 16 sherpa

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KATHMANDU, Nepal — Mancano poche settimane all’apertura della stagione alpinistica sull’Everest. E a quanto pare, da quest’ann le cose saranno molto diverse: a cominciare dal costo dei permessi di salita, che viene dimezzato ed equiparato per tutti. Poi ci saranno novità sulla via di salita: la salita dell’Icefall avverrà in un altro punto e verso la vetta si pensa di attrezzare vie diverse per salita e discesa. Forse verrà messa una scala per superare l’Hillary Step. Il Governo nepalese, temendo un “fuggi fuggi” di alpinisti dopo la tragedia dello scorso anno sull’Icefall in cui morirono 16 guide locali, ha annunciato nuove misure per aumentare la sicurezza della scalata al Tetto del Mondo, soprattutto per proteggere Sherpa e guide nepalesi.

La Khumbu icefall è un’immensa seraccata che separa campo base dai campi alti. E’ in continuo movimento: ogni anno, anzi ogni giorno, cambia forma. Valanghe e crolli sono continui e possono staccare pezzi di ghiaccio grossi come un’automobile. Si aprono crepacci nuovi e più grandi anche nel giro di una notte. “Ogni salita è come una roulette russa” aveva scritto John Krakauer nel suo celebre libro “Into Thin Air”. La primavera scorsa uno di questi crolli ha travolto 16 guide locali che stavano attrezzando la via all’inizio della stagione: la tragedia aveva portato al boicottaggio del personale nepalese che lavorava sulla montagna, e alla conseguente cancellazione di tutte le spedizioni.

Il Governo nepalese, preoccupato di veder crollare gli introiti dalle scalate all’Everest, visto che rappresenta il 4% del Pil, ha tagliato i costi dei permessi di salita: da 25mila dollari viene ridotto a 11mila, e sarà un prezzo uguale per tutti. Il Governo intende infatti scoraggiare la formazione di gruppi disomogenei che vengono creati solo per usufruire delle tariffe scontate, nei quali gli alpinisti nemmeno si conoscono. Tentare l’Everest in autunno o da un’altra via costerà solo 2.500 dollari.
Ci sono poi le misure per la sicurezza. Primo, l’Icefall verrà superata attraverso una via di salita, battezzata “New South Col route”, che passerà dal centro della Khumbu icefall, e non più lateralmente alla seraccata, sotto la parete sud-ovest, dove è accaduta la tragedia e dove era salito nel 1953 Sir Hillary. Non è – in realtà – una via del tutto nuova. Come ricordava Giampietro Verza, guida alpina e responsabile tecnico della Piramide dell’Everest: “Prima la via di salita andava più diretta in mezzo all’Icefall, poi sono stati obbligati a spostarsi un po più a sinistra perché al centro si trova una voragine pericolosa e difficilmente valicabile”.

A definire la via ufficiale di salita sono state le autorità locali. “La nuova via è difficile e più lunga, ma sicuramente meno esposta – ha precisato Ang Dorji Sherpa, presidente dell’associazione incaricata di attrezzare la salita, la Sagarmatha Pollution Control Committee -. Il rischio è parte dell’alpinismo ma cerchiamo di abbassarlo per quanto possibile”.

“Dopo la valanga dello scorso anno stiamo cercando di rendere la salita all’everest più sicura – ha detto il direttore del Dipartimento del Turismo del Governo nepalese, Tulasi Prasad Gautam -. Centralmente il rischio valanga è considerevolmente più basso, la via è meno esposta a crolli di ghiaccio. L’obiettivo è abbassare i rischi soprattutto per le guide e i portatori che da lì passano più volte per attrezzare la via e i campi alti”.

Altre ipotesi per aumentare la sicurezza sono al vaglio. Una è l’installazione di una scaletta sul famoso Hillary Step, difficile passaggio di arrampicata a circa 8100 metri di quota che congestiona salita e discesa dalla montagna. Si pensa anche di installare corde fisse separate per chi sale e scende, almeno vicino alla cima, ipotesi che per la verità era già in essere lo scorso anno prima che la stagione saltasse. C’è invece ancora discussione su altri punti, per esempio l’uso di elicotteri per portare il materiale pesante oltre l’Icefall per risparmiare viaggi ai portatori: al momento non è stato approvato.

Per quanto riguarda le condizioni di lavoro del personale nepalese, il governo ha accettato alcune richieste dello staff dopo l’incidente dello scorso anno. L’assicurazione minima sulla vita è stata portata a 15 mila dollari ed è stato istituito un fondo per le famiglie che perdano un loro componente sulla montagna.

Al campo base verrà installata una tenda di ufficiali governativi incaricati di monitorare le salite e coordinarsi con i capispedizione: in caso di problemi, potranno anche cancellare i permessi di salita e far “sloggiare” dal campo base alpinisti che creassero problemi. Il Nepal sta anche migliorando le previsioni meteorologiche, il National weather service fornirà il meteo ufficiale che verrà diffuso giornalmente al campo base.

“Vogliamo promuovere un alpinismo serio” ha detto Gautam.

 

Everest - come cambia la salita (Photo nationalgeographic.com)

 

Altre immagini: www.nationalgeographic.com

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