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Piolet d’Or 2015, svelate le spedizioni fra cui verranno scelte le nomination

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CHAMONIX, Francia – Sono 58 le salite tra cui verranno scelte le nomination della 23esima edizione dei Piolet d’or, nel totale 7 sono italiane. È stata resa nota la “big list” che verrà vagliata dalla giuria tecnica che assegnerà la Piccozza d’oro per le migliori salite dell’anno 2014. Il verdetto sarà annunciato ai piedi del Monte Bianco tra il 9 e il 12 aprile.

Il lungo elenco preliminare è stato selezionato da Claude Gardien della rivista Vertical Magazine e da Lindsay Griffin dell’American Alpine Journal. Le salite sono state svolte su tutte le montagne del mondo.

Otto sono vette del Nepal, tutte di 6000 metri; 5 si trovano in India di cui 3 su cime di 5000 metri e 2 su 6000. Quattro sono quelle in Pakistan, dove si trova anche la cima più alta di tutte le imprese selezionate, il Gasherbrum V (7.147 metri), dove i coreani Ahn Chi-young e Seong Nak-jong hanno compiuto la prima salita della parete Sud. Altri 5 in Cina su montagne di 5000 metri. Poi ci sono le 2 in Kirghizistan, 1 in Siberia, 11 in Nord America, di cui 3 nel gruppo del Denali e 3 all’Isola di Baffin. Otto in Sud America, di cui 4 salite patagoniche: tra queste anche la traversata del gruppo del Fitz Roy (5 chilometri, 4.000 metri di dislivello) di Tommy Caldwell e Alex Honnold. Otto salite nel Vecchio Continente, di cui 4 sulle Alpi. Infine 2 in Groenlandia, 2 in Nuova Zelanda e 2 in Antartide.

Veniamo agli italiani e alle 7 spedizioni nostrane “preselezionate”. C’è quella del team di Alberto Peruffo, che ha compiuto la prima salita del versante nord del South Simvu Peaks, vetta di 5.750 metri nell’Himalaya indiano (una via di 650 metri). Ci sono Simon Gietl, Vittorio Messini e Daniel Tavernini che in Cina hanno salito una via di 700 metri sull’inviolato Tyrol Shan (5.860 metri). C’è Hervé Barmasse con il concatenamento invernale delle 4 creste del Cervino, che ha compreso la prima solitaria invernale della Cresta di Furggen.

Poi ci sono i Ragni di Lecco con due spedizioni: quella in Kirghizistan di Luca Schiera e Matteo De Zaiacomo, che hanno aperto una via all’Ortotyubek, la Piramide centrale (3.895 metri), e quella di Matteo della Bordella, in cordata con gli svizzeri Christian Ledergerber e Silvan Schüpbach sulla parete nord est dello Shark’s Tooth (cima della Groenlandia di 1.555 metri). E ancora le salite in Perù di Davide Cassol e Carlo Cosi sulla parete sud-ovest del Jurau (5674 metri) e di Tito Arosio, Saro Costa e Luca Vallata sulla parete ovest del Quesillo (5600 metri).

Si attendono ora i nomi dei protagonisti della 23esima edizione dei Piolet d’Or, quelli che verranno chiamati in “nomination” per l’assegnazione vera e propria dei premi.

“Le 58 imprese verranno valutate da una giuria internazionale – si legge nel comunicato stampa ufficiale -, di alto livello, ma puramente tecnica che avrà il compito di scegliere le migliori ascensioni dell’anno che riceveranno il Piolets d’Or 2015 sabato 11 aprile al Palanoir di Courmayeur, durante la cerimonia conclusiva della manifestazione. Per un compito così importante sono stati interpellati alcuni dei più forti scalatori degli ultimi anni, in rappresentanza di ben nove diversi paesi: Hervé Barmasse (Italia), Kazuki Amano (Giappone), Valeri Babanov (Russia), Stephane Benoist (Francia), Andy Houseman (Gran Bretagna), Michael Kennedy (Stati Uniti), Ines Papert (Germania), Raphael Slawinsky (Canada), Andrej Stemfelj (Slovenia)”.

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