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Nanga: i russi vanno via. Nardi raggiunge quota 6100 metri, Txikon e soci a 5800

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ISLAMABAD, Pakistan — E’ finita per quest’anno l’invernale al Nanga Parbat per i 4 russi di San Pietroburgo. Nickolay Totmjanin, Serguey Kondrashkin, Valery Shamalo e Victor Koval sono rimasti al campo base della parete Rupal per una quarantina di giorni, raggiungendo a inizio febbraio la quota massima di 7150 metri sulla via Schell. Sul versante Diamir invece continuano le spedizioni: Daniele Nardi è arrivato nei giorni scorsi a 6100 metri sullo Sperone Mummery, mentre Alex Txikon e gli iraniani hanno installato il campo 2 a 5800 metri sulla via Kinshofer.

Nickolay Totmjanin, Serguey Kondrashkin, Valery Shamalo e Victor Koval erano rientrati al campo base dopo il loro tentarivo di vetta il 3 febbraio. Erano discesi nella bufera, arrivando nonostante le difficoltà sani e salvi. Il 6 febbraio hanno annunciato la fine della propria spedizione, iniziata intorno a Natale. Il 7 hanno lasciato le pendici della parete Rupal arrivando a Chilas, dove hanno incontrato il polacco Tomasz Mackiewicz che a seguito del suo tentativo con Elisabeth Revol (raggiunsero i 7800 metri), ha riportato seri congelamenti alle dita.

Nel frattempo sul versante Diamir tutte le spedizioni sono in attività. Daniele Nardi il 5 febbraio ha installato a 5600 metri il suo campo 3, che il giorno dopo è stato investito da un distacco nevoso. “Daniele è partito da C 3 alle 9.15 – si legge sulla sua pagina facebook -, dopo circa 15 minuti una slavina ha travolto la tenda. Le condizioni dello sperone erano buone per la scalata e Daniele ha continuato la solitaria fino a quota 6.100 metri. Non avendo più una tenda per i campi successivi, quella che avrebbe dovuto usare per i bivacchi ha subito seri danni, ha deciso di riscendere a Campo Base per riorganizzarsi”.

Al campo base sono ridiscese anche le altre due spedizioni attive ad oggi sul versante Diamir. Quella del Alex Txikon che scala insieme ai pakistani Ali Sadpara e Muhammad Khan, e quella iraniana composta da Reza Bahadorani, Iraj Maani e Mahmood Hashemi. Entrambi i team vogliono andare in cima dalla via Kinshofer, la “normale” del Nanga Parbat, e pertanto hanno deciso di collaborare.

Il 31 gennaio i due team hanno installato campo 1, a 5050 metri. Il 4 febbraio sono ripartiti con lo scopo di installare il campo 2 o addirittura il campo 3, ma la tanta neve ha fermato la loro salita a 5800 metri di quota, più in basso rispetto a dove avrebbero voluto fissare il secondo campo. Rimane quindi da superare uno dei passaggi più ostici della salita dalla via Kinshofer, quello appunto compreso tra campo 1 e campo 2.

Circa 150 metri sotto il campo 2 hanno lasciato un deposito di corde e materiali utili a proseguire la scalata la prossima volta che torneranno sulla montagna. Quindi sono tornati al campo base per recuperare le forze.

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