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Mai più letti freddi: nasce Sweet Mountains, il "vecchio" turismo che può salvare la montagna

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TORINO — La montagna disabitata, sofferente, viva soltanto per pochi weekend all’anno e ferita da un turismo mordi e fuggi proveniente dalle città, può ancora avere un futuro. Ma per farlo, deve riscoprire un turismo responsabile. E’ ambizioso il progetto di Sweet Mountains, lanciato nei mesi scorsi dall’Associazione Dislivelli in collaborazione con Slow Food, che intende unire tutti i luoghi delle Alpi che credono in “una montagna ancora vestita da montagna, in un turista ospite ma non padrone, in un montanaro padrone di casa ma anche ospite, guida, amico. Perché la crisi non si può curare con gli stessi mali che l’hanno generata”. E oggi esce la prima guida turistica dell’iniziativa.

La rete Sweet Mountains non è solo un sogno. E’ già attiva, sulle Alpi occidentali. Raccoglie i Luoghi dell’arco alpino che condividono lo spirito del progetto e credono in un turismo alpino che può avere un grande futuro: sostenibile e responsabile.

Un po’ come accade già in Trentino Alto Adige. O forse in modo ancora più naturale. “Ormai c’è una distanza imbarazzante tra la sensibilità turistica delle valli di lingua tedesca e l’ospitalità delle nostre valli alpine – sostiene l’associazione Dislivelli -. Un turismo che preveda un graduale e morbido inserimento del visitatore nella realtà locale, rispettandone i tempi, i riti, gli usi, perfino le imperfezioni: tutto questo è stato praticato nel Nordest delle Alpi, pur con gli inevitabili errori, ma è ancora lettera morta o quasi a Nordovest, e anche nelle Alpi centrali. Da queste persone e da queste esperienze si muove il progetto Sweet mountains”.

L’iniziativa si è anche dotata di “10 comandamenti”. Eccoli:
– Nessuno va in montagna per ritrovare la città
– Nessuno ha il diritto di portare la città in montagna
– Il turista non è una merce, ma una persona
– Il montanaro non è un servo, ma un ospite
– Se ospite e montanaro non si parlano, hanno perso entrambi
– Il turismo sostenibile non si mangia la montagna, la alimenta
– La lentezza non è una rinuncia, ma una conquista
– Il viaggiatore responsabile è curioso, rispettoso, attento
– La montagna non è un museo e nemmeno un lunapark
– La montagna dolce è l’unica montagna possibile.

La rete raccoglie già un centinaio di strutture ricettive collegate con gli accompagnatori naturalistici, le guide alpine,
gli ecomusei, i parchi e, soprattutto, i produttori e gli artigiani locali. Oggi è uscita la prima guida di Sweet
Mountains, dedicata alla Valle del Cervino , in occasione dei 150 anni della prima scalata della montagna simbolo della
Valle d’Aosta. Ne seguiranno altre.

Ne alleghiamo in calce un’anteprima. Ogni mese ne uscirà una nuova e si potrà scoprire senza alcun costo una nuova valle delle Alpi occidentali, per avvicinarsi alla montagna secondo i principi del turismo sostenibile.

Se l’idea vi piace e volete sostenere questo tipo di turismo, sappiate che è possibile diventare amico di Sweet per ricevere gratuitamente la guida mensile delle vacanze responsabili e un buono promozione da utilizzare presso le strutture ricettive delle rete. Semplicemente inserendo la propria mail sul sito www.sweetmountains.it.

 

Download – Anteprima Guida Sweet Mountains

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