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Niente di fatto al Nanga, i russi tornano al campo base

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ISLAMABAD, Pakistan – “Con venti così si potrebbe volare con una sola raffica direttamente al K2”. Questo il messaggio inviato dagli alpinisti russi di rientro al campo base del versante Rupal del Nanga Parbat. Lo riferisce il sito Russianclimb.com che annuncia il fallimento del tentativo di prima invernale sull’ottomila pakistano.

Si attendevano da giorni notizie riguardanti Nickolay Totmjanin, Serguey Kondrashkin, Valery Shamalo e Victor Koval, gli alpinisti russi impegnati dal 28 gennaio nel tentativo di compiere la prima invernale del Nanga Parbat. L’ultimo aggiornamento dell’1 febbraio li voleva fermi a campo 4, a 7150 metri di quota, dove si erano fermati in attesa di un miglioramento del tempo.

A mettere i bastoni fra le ruote dei russi è stato soprattutto il vento, che ha registrato raffiche fino a 100 chilometri orari in questi giorni sull’ottomila. Alla fine attendere oltre non è stato possibile, e, stando all’ultimo aggiornamento pubblicato ieri da Russianclimb.com, il gruppo ha fatto dietrofront verso il campo base.

“Siamo tornati al campo base nel cattivo tempo – si legge sul sito alpinistico -. Tutti sono sani e salvi. Non è possibile salire la via con questo vento. Si potrebbe volare con una sola raffica direttamente al K2”.

 

 

 

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