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Tasse, Imu in agguato per i terreni agricoli d’alta quota finora esenti

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Agricoltura di montagna (photo www.ersaf.lombardia.it)
Agricoltura di montagna (photo www.ersaf.lombardia.it)

BELLUNO — Preoccupazioni in arrivo per chi possiede terreni in montagna. Secondo le ultime indiscrezioni, il Ministero dell’Economia ha pronto un decreto col quale verrebbe reintrodotta l’Imu nella maggior parte dei comuni montani che finora erano considerati esenti.

Attualmente, tutti i terreni situati nelle aree montane sono esonerati dall’Imu. Il nuovo decreto del Mef, invece, dovrebbe istituire tre diverse fasce altimetriche: l’esenzione totale rimarrebbe solo nei municipi collocati ad oltre 600 metri di quota, stabilita in base ai dati Istat. Al di sotto dei 600 metri e sopra i 281 saranno possibili solo esenzioni parziali. In pratica, solo 1.500 comuni resteranno esenti dall’Imu, contro i circa 3500 di oggi. 2.568 avranno invece un’esenzione parziale per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali. I restanti 3.912 Comuni dovranno pagare per intero.

E i tempi sono strettissimi. Gli agricoltori che non rientrano più nelle fasce esenti secondo il nuovo decreto del Mef, dovranno corrispondere l’Imu entro il 16 dicembre.

Immediata la rivolta dell’Uncem e delle associazioni che si occupano di questi territori. “Si tratta di una stangata per i territori montani e rurali – ha commentato il presidente Uncem Piemonte Lido Riba – che vede ancora una volta penalizzate le aree che più di altre avrebbero bisogno di attenzione e sostegno. Avevamo già detto più volte, negli ultimi dieci anni, di smetterla con le scelte e con le diversificazioni in base all’altitudine dei Comuni. È un parametro assurdo, anche un bambino capisce che le vallate ossolane le quali partono da 300 metri di altitudine sono montane come quelle cuneesi che partono da 600. Probabilmente a qualcuno, tra cui l’Istat, piace muoversi con goniometro e squadretta pensando che le scelte politiche possono far leva solo su numeri e indicatori, senza tenere conto delle cause e delle conseguenze sociali, economiche, antrpologiche”.

“Il Ministro dell’economia conta di recuperare 350 milioni di euro tassando anche i terreni agricoli montani – ha dichiarato alla stampa pochi giorni fa il presidente di Confagricoltura Belluno Diego Donazzolo -. Ma così si mettono in difficoltà le aziende agricole che già hanno dovuto sopportare un’annata difficilissima per le avversità atmosferiche e un mercato non remunerativo per i nostri prodotti”.

“Non mi è ancora chiaro il quadro della situazione – ha detto Donazzolo – ma ritengo che questo intervento sia contro lo statuto del contribuente in quanto retroattivo. Inoltre rischia di mettere in ginocchio molte aziende. Non è colpendo gli agricoltori di montagna che si risolvono i problemi delle coperture del bilancio statale e non è in questo modo che si aiutano le aziende situate in territori fragili dal punto di vista ambientale e a rischio idrogeologico e frane a continuare l’attività e certamente non si incentivano i giovani ad intraprendere la non facile attività nel settore primario. Mi auguro che il Ministro ci ripensi e provveda a migliorare il testo del decreto”.

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