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Ambiente, Primo Piano

(English) Rischio idrogeologico, Coalizione indica al Governo i punti prioritari

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I danni dell'ondata di maltempo della scorsa settimana (Photo Luca Zennaro courtesy of Ansa)
I danni dell’ondata di maltempo della scorsa settimana (Photo Luca Zennaro courtesy of Ansa)

ROMA — Appena costiuita, la Coalizione per la prevenzione del rischio idrogeologico si è già recata nella capitale per un incontro svoltosi presso la segreteria della Presidenza del Consiglio lo scorso 22 ottobre. Le associazioni che la compongono hanno voluto sottolineare alcuni punti importanti ad Erasmo D’Angelis, coordinatore della Struttura di Missione contro il dissesto idrogeologico del Governo.

La Coalizione, ribadendo le proposte avanzate fino ad ora e richiamate anche nel comunicato stampa relativo alla costituzione della Coalizione stessa, ha inteso, in quest’occasione, porre l’attenzione sulle modalità di individuazione dei progetti, derivanti in gran parte dagli accordi di programma con le Regioni, che non sembrano coerenti con l’approccio di bacino idrografico richiesto dalle normative nazionali e soprattutto dalle direttive europee, “Acque” (2000/60/CE) e “Alluvioni” (2007/60/CE); rischiano quindi di essere inefficaci se non controproducenti.

La Coalizione, quindi, intende richiamare le necessità su alcuni aspetti prioritari: garantire la coerenza con la pianificazione di bacino degli interventi da realizzare, nell’ambito del “lavoro di italiasicura”, e per questo propone l’acquisizione del parere urgente delle Autorità di bacino competenti per territorio; promuovere interventi innovativi e con carattere interdisciplinare di rinaturazione “finalizzati alla riduzione del rischio, alla tutela e al recupero degli ecosistemi e della biodiversità e che integrino gli obiettivi della direttiva 2000/60/CE […] e della direttiva 2007/60/CE […]”, come indicato nella Legge di Stabilità 2014 (comma 111), a contributo, inoltre, di quanto dovrebbe essere previsto nell’ambito di politiche di adattamento e mitigazione ai cambiamenti climatici; si ritiene necessario definire una quota non inferiore al 20 percento dei fondi per il dissesto idrogeologico.

Altri punti importanti sono: avviare senza indugio la manutenzione del territorio a tutela della funzionalità ecologica del territorio per favorire, ad esempio, la ritenzione idrica del territorio piuttosto che una naturale capacità di esondazione laddove i territori ancora lo consentano. A tale proposito la “Coalizione” chiede di destinare una quota stabile, non inferiore al 20%, dei fondi per il dissesto idrogeologico; contare su risorse adeguate e spendibili in tempi certi con un sistema di regole chiare e trasparenti e un’attenta valutazione sull’efficacia e l’impatto ambientale degli interventi.

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