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Misto inedito sul Mont Maudit: Enrico Bonino e soci aprono 2 nuove vie

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In blu Reve Caché, in rosso Saumons et Glacons, in verde Filo d'Arianna (photo www.odyssee-montagne.it)
In blu Reve Caché, in rosso Saumons et Glacons, in verde Filo d’Arianna (photo www.odyssee-montagne.it)

COURMAYEUR, Aosta — Si chiamano “Saumons et Glacons” e “An Ice suprise” e sono due nuove vie aperte pochi giorni fa sul Mont Maudit, massiccio del Monte Bianco. L’artefice è la guida alpina Enrico Bonino in cordata sulla prima con Olivier Colaye e Luca Breveglieri, e sulla seconda con Giulia Venturelli.

La stagione del ghiaccio e misto sul Monte Bianco prosegue con condizioni eccezionali per il periodo, tant’è che oltre alle ripetizioni delle vie di misto più famose e quelle che negli anni passati erano raramente in condizioni, c’è stato spazio anche per delle importanti novità firmate da giovani alpinisti italiani.

Enrico Bonino, guida alpina che opera da tempo sulle Alpi Occidentali, ha individuato due nuove possibilità nella Combe Maudit, la porzione di parete del Mont Maudit dove Giancarlo Grassi e compagni nei primi anni ’80 avevano esplorato e risolto numerose linee di ghiaccio che in questo periodo sono ripetute più frequentemente del solito, come “Lacrima degli angeli” e “Filo di Arianna”. Proprio a sinistra di quest’ultima Bonino ha scovato una nuova linea salita in compagnia di Olivier Colaye e Luca Breveglieri il 22 ottobre. “Saumons et Glacons”, così è stata chiamata, sale per circa 500 metri di cui la metà in strette goulotte con passaggi su misto fino all’M5+ e ghiaccio di difficoltà 5.

Più impegnativa l’altra salita riuscita una settimana più tardi, su un contrafforte roccioso che termina sulla cresta dell’Androsace, a sinistra dell’itinerario precedente. Compagna di Bonino in questa occasione la giovane e promettente alpinista italiana Giulia Venturelli. In due tentativi diluiti in pochi giorni, i due hanno creato “un itinerario logico, difficile, in chiave di misto moderno – si legge sul sito Odyssee-montagne.it -, dove entrambi abbiamo dovuto metterci in gioco fino in fondo per spingere al massimo la libera e per trovare soluzioni a tratti apparentemente insormontabili.”

Chiamata “An Ice suprise”, la via sale per 8 lunghezze di corda e nei tratti più difficili è stata valutata ghiaccio 5 e M7, con un breve tratto di artificiale al quarto tiro (A1+).

Foto e info www.odyssee-montagne.it

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