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Ambiente

Apat: troppo smog ai piedi delle Alpi

ROMA — Com’è l’aria che respiriamo? Inquinata. Molto inquinata. Soprattutto ai piedi delle Alpi, nella pianura Padana, dove i livelli di Pm10 sono impressionanti, alti quanto quelli di Benelux, Polonia e Repubblica Ceca. E’ quanto riportato nell’ultimo rapporto dell’Apat (Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici), presentato oggi a Roma.

Il documento si sofferma sul superamento del limite giornaliero di Pm10 nelle città italiane. Lo scorso anno oltre il 60 per cento delle stazioni di monitoraggio ha registrato un valore giornaliero superiore a quello fissato (50 microgrammi per metro cubo). Questa soglia non dovrebbe essere superata più di 35 volte all’anno.

Ma non è stato così. L’Apat ha evidenziato che in alcune regioni italiane i famosi 35 giorni di superamento erano già stati esauriti alla fine di febbraio. E’ accaduto a Torino, Venezia e Bologna. Mentre a Genova, Firenze e Bari il limite delle 35 volte è stato superato il 29 ottobre.

Il Nord è quello messo peggio. La sua situazione è stata definita dall’Apat come "la più critica in tutta la nazione" (la foto presa dal satellite evidenzia la concentrazione di sostanze inquinanti nella pianura Padana). Roma presenta i valori più elevati in assoluto.

La prima sorgente d’inquinamento è il settore dei trasporti, che produce il 43 per cento di Pm10, di cui il 27 per cento proviene dal trasporto stradale. E’ vero anche che dal 2003 al 2005 sono cresciuti i provvedimenti per migliorare la qualità dell’aria. In primo piano c’è il Piemonte che è stato premiato dall’Apat.

"Ricevendo il premio che ci viene assegnato oggi – ha dichiarato la presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso – portiamo una promessa a chi ce l’ha assegnato, che non è quella di rivincerlo l’anno prossimo, bensì di presentare nel 2008 il prototipo dell’auto solare, che dovrebbe essere pronta a maggio".

La presidente della Regione Piemonte ha riferito che inizialmente il nuovo veicolo avrà un’autonomia di 15-16 mila chilometri all’anno, ma in seguito sarà migliorata in modo che la batteria possa reggere un’intera giornata.

Il Piemonte, insieme alla Lombardia, è stata la prima regione a promuovere misure a favore della mobilità sostenibile e a puntare su mezzi pubblici a basso impatto ambientale privato e pubblico, oltre a provvedimenti per la limitazione del traffico. Tutto questo però non basta.

Infatti l’indagine dell’Apat evidenzia che nel nostro paese non solo la qualità dell’aria non migliora, ma i trasporti continuano ad aumentare: l’Italia è al secondo posto dopo gli Stati Uniti per numero di auto per abitante.

Da una ricerca dell’Unione Petrolifera emerge un dato che dovrebbe far riflettere: nei quattro giorni di blocco dei tir sono state vendute 230mila tonnellate di combustibile liquido in meno. Questo ha portato a una diminuzione di 700mila tonnellate di Co2. Secondo l’Apat infatti, riducendo il traffico dal 25 al 40 per cento si potrebbero diminuire le emissioni inquinanti tra gli 0,6 e gli 0,9 milioni di tonnellate di Co2.
 

Valentina Corti
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