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Alpinismo

Everest: il tragico abbandono di Sharp

AUCKLAND, Nuova Zelanda — Un alpinista in stato di shock, ma ancora vivo, a ottomila metri. E la meccanica prosecuzione verso la vetta di oltre 30 alpinisti, che lo guardano e lo oltrepassano senza prestargli aiuto. Le scioccanti immagini e interviste di questo video, per la prima volta mostrato in Italia, testimoniano il fatto che nel maggio 2006 l’alpinista inglese David Sharp venne abbandonato sull’Everest.

 

La vicenda di David Sharp, la primavera scorsa, aveva sconvolto l’intera comunità alpinistica. Secondo le ricostruzioni dei fatti, il giovane alpinista inglese si era sentito male durante la discesa dalla vetta dell’Everest, nella serata del 14 maggio. Si era accasciato nei pressi di una grotta, 8.400 metri, a meno di un’ora dal campo 3 (situato solo cento metri più in basso).

 
Nella notte, gli erano passati davanti diversi alpinisti della spedizione commerciale Himex, fra cui Mark Inglis, l’alpinista neozelandese senza gambe che proprio quel giorno raggiunse la vetta e che poi raccontò alla stampa del suo Paese la tragica esperienza vissuta lassù.
 
Secondo quanto riferito da Inglis e da altri alpinisti, nessuno, quel giorno, aiutò Sharp, che morì diverse ore dopo. E sotto accusa erano finiti i responsabili della spedizione commerciale che, secondo i clienti e le guide che li accompagnavano, avrebbero dato per almeno tre volte l’ordine di proseguire per la vetta senza curarsi di Sharp, dandolo ormai per spacciato. Un susseguirsi di smentite, accuse e condanne ha ingarbugliato la vicenda
che, lungi dal risolversi, ha lasciato comunque l’amaro in bocca a tutto il mondo alpinistico.
 
Ora Montagna.tv è entrata in possesso di una parte del video trasmesso dalla tv neozelandese a seguito della tragedia. Il filmato contiene le testimonianze di chi, quel giorno, lo ha incontrato, e la dura condanna di Sir Edmund Hillary.
 
Un video breve quanto scioccante. Un video che fa riflettere sulle strane leggi di sopravvivenza e aiuto reciproco che nella "Death Zone", sopra i 7.500 metri, sembrano a tratti ribaltarsi. A voi la riflessione.
 
 
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