• Il primo sito italiano sul mondo della montagna e dell'alpinismo
Cronaca

Protesta tir, valichi e strade bloccate

VAL DI SUSA, Torino — Continua la protesta degli autotrasportatori, che da ventiquattro ore bloccano i principali snodi e valichi del paese. Ieri i maggiori problemi si sono avuti al traforo del Frejus, in Val di Susa, che collega l’Italia alla Francia, e nelle maggiori città italiane. Ed è già allarme per i rifornimenti di carburante.

Centinaia di tir fermi in mezzo alla strada, hanno bloccato il traffico nella giornata di ieri: gli autotrasportatori infatti, hanno bloccato la circolazione con 150 presidi distribuiti su tutta la rete viaria nazionale. La protesta nascerebbe dalla mancata attuazione degli impegni assunti dal governo nel febbraio scorso e dal mancato inserimento in Finanziaria delle risorse necessarie a evitare che il settore continui a perdere competitività nei confronti dei concorrenti europei.
  
Dalla mezzanotte di domenica dunque è partito lo sciopero: particolarmente colpiti sono stati i valichi alpini, dove si sono create vere e proprie barriere di tir. Al traforo del Frejus, ma anche a Ventimiglia e sul confine friulano, si sono create lunghe code, che permettevano il passaggio di pochissime vetture alla volta.
  
Grandi disagi si sino verificati anche sulla rete autostradale interna al paese, particolarmente intorno ai maggiori centri urbani.
  
Nonostante sia attualmente in corso la trattativa tra le organizzazioni dell’autotrasporto e il Ministro dei trasporti, gli scioperanti hanno deciso di continuare la protesta (prevista fino a venerdì) ancora almeno per oggi. Questa mattina infatti, la circolazione continua ad essere pesantemente compromessa sulla maggior parte delle autostrade e dei valichi alpini.
  
E intanto sale l’allarme per il mancato arrivo a destinazione della merce trasportata dai tir. Non solo verdure, carni, e beni deperibili, se non consegnati, rischioano di mandare al macero grandissime quantità di prodotti, ma anche costituirebbero un grosso danno economico per le aziende produttrici.
   
Inoltre, è già partito l’assalto ai benzinai: la paura delle lunghe code, nonchè il mancato rifornimento alle stazioni di servizio di carburante, fanno infatti temere che ci possa essere un esaurimento scorte in molti distributori.
 
 
 
Foto courtesy of Corriere della Sera
 
Valentina d’Angella
 
Articolo precedenteArticolo successivo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *