• Il primo sito italiano sul mondo della montagna e dell'alpinismo
Esteri

Il segreto della lunga vita sul monte Athos

ATENE, Grecia — Verdura, vino e niente sesso. E’ questo il vero elisir di lunga vita. Lo sanno bene i monaci del Monte Athos (Penisola Calcidica), che seguendo queste semplici tre regole arrivano sani e lucidi fino a novant’anni. Il segreto sta proprio nel loro stile di vita.

I dati parlano chiaro: sulle cime del piccolo monte greco a picco sul mare, in 12 anni dei 1500 monaci, soltanto 11 hanno sviluppato cancro alla prostata, una percentuale che è meno di un quarto di quella mondiale. L’incidenza di tumori al polmone e alla vescica è invece pari a zero.

Lo ha rivelato uno studio condotto dalle Università di Atene e di Salonicco tra il 1994 e il 2006. Una meticolosa indagine epidemiologica tra gli eremiti che popolano i venti monasteri ortodossi dell’Entità teocratica indipendente.

"Il segreto non è solo nella dieta mediterranea – spiega Haris Aidonopoulos, urologo dell’Università di Salonicco – conta anche il modo di mangiare all’antica. Piccoli pasti a intervalli regolari".

I monaci conducono una vita esemplare. Si muovono a piedi per stradine ripide o al massimo usano un autobus. La loro dieta prevede pesce solo la domenica, pasta frutta verdura e legumi (dell’orto) tutti i giorni, vino rosso quattro sere a settimana, niente carne. Anche latte e formaggi sono assenti, perché nell’Entità teocratica è vietato l’ingresso non solo alle donne, ma anche agli animali di sesso femminile.

I ritmi di vita sono regolati dalla severa regola religiosa. I monaci si svegliano nel cuore della notte per la preghiera. Il pranzo principale è consumato alle 11 e la cena verso le 17. Ogni pasto dura non più di 15 minuti, mentre un monaco legge le Scritture: mangiare distrae dalla preghiera.

Proprio la lentezza dei movimenti, la ripetitività dei gesti quotidiani che annullano lo stress, il lavoro manuale nei campi che mantiene in forma, e l’assenza di inquinamento, spiegherebbero la refrattarietà dei monaci ai tumori.

Elisabetta Moretti

 

Articolo precedenteArticolo successivo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *