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Dallo Stelvio al mare: partito il Cammino della memoria sulle orme della Grande Guerra

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 (Photo A. Trabucchi www.altarezianews.it)
Partenza (Photo A. Trabucchi www.altarezianews.it)

TRENTO — E’ partito domenica 24 agosto dal Lago di Cancano, in Alta Valtellina, il “Cammino della Memoria”, che si propone di ripercorrere dopo 100 anni il fronte della Grande Guerra, dove si combattè la prima guerra mondiale. Una vera e propria spedizione storico alpinistica sulle montagne vissute allora dai soldati italiani, dallo Stelvio al mare.

Sabato 23 agosto alla Casermetta del Forte Venini di Oga, si è tenuta la cerimonia di presentazione del progetto Ta Pum. Walter Pilo, Presidente del Comitato Ta Pum, ha presentato il progetto. Nicola Cozzio, presidente dell’Associazione Accompagnatori di Territorio del Trentino,e Giacomo Bornancini, del team alpinistico di Ta Pum, hanno presentato la spedizione. Paolo Bonasoni dell’Isac Cnr ha parlato della spedizione, tra storia e ricerca scientifica, mentre lo storico e geologo Giovanni Peretti ha parlato della battaglia più alta della storia, combattuta ai 3600 metri del il San Matteo.

La mattina successiva alle 8, dal Ristoro Monte Scale del Lago di Cancano, è partita la spedizione, accompagnata per il primo tratto dai Gruppi Alpini di Valdidentro. Tra le prime tappe il Cevedale e l’Ortles, poi avanti lungo i vari sentieri di guerra delle Alpi fino a Trieste.

La spedizione percorrerà oltre mille chilometri in 54 tappe. Gli alpinisti percorreranno per la prima volta in continuativa integrale la linea dei cinque fronti della Prima guerra mondiale “dallo Stelvio al Mare”, come indicati dagli atti militari ufficiali: Stelvio-Adamello-Giudicarie, linea degli Altipiani, Cadore, Carnia, Fronte Giulia. Un Cammino della Memoria di circa 1.150 km, con 90 mila metri di ascese e altrettanti di discese, che toccherà 116 cime.

Gli alpinisti portano con sè una centralina portatile che fornirà informazioni sui principali parametri atmosferici e meteorologici lungo tutto il percorso in tempo reale. “Il test permetterà di monitorare concentrazione e dimensioni di particolato atmosferico e black carbon, fornendo inoltre informazioni su temperatura, pressione, umidità relativa – ha spiegato Bonasoni durante la presentazione del progetto – Il rilevamento della concentrazione del particolato fine e grossolano consentirà di identificare eventuali trasporti di masse d’aria inquinate o ricche di sabbia sahariana, mentre le concentrazioni di BC individueranno contributi da processi di combustione naturale e antropica. Queste particelle, in grado di assorbire la radiazione solare e di riscaldarsi, una volta depositate sui ghiacciai ne favoriscono la loro fusione”. I test – che seguono quello effettuato all’Osservatorio Climatico CNR “O. Vittori” di Monte Cimone – assumono particolare importanza poiché eseguiti a differenti altimetrie, dai 100 metri del Garda fino ai 3.851 metri del Gran Zebrù o ai 3.343 metri della Marmolada. La centralina sarà poi utilizzata per studi sull’inquinamento indoor e outdoor in Himalaya, nei pressi del laboratorio Nepal Climate Observatory – Pyramid installato presso il Laboratorio Piramide gestito dal Comitato EvK2Cnr.

A settembre da Trento partirà un secondo team escursionistico, che con un trekking di circa 700 km, suddiviso in 35 tappe, toccherà gli altri luoghi più significativi dopo l’arretramento di Caporetto. I due gruppi si incontreranno a Redipuglia, per percorrere assieme la parte finale del percorso, a metà ottobre.

Cammino nella storia Ta Pum da Cancano  (Photo A. Trabucchi www.altarezianews.it)
Partenza (Photo A. Trabucchi www.altarezianews.it)

Il tutto è organizzato dall’Associazione Ta Pum, che prende il nome dal celebre canto alpino, con l’obiettivo di non dimenticare le persone, i luoghi e le vicende piccole e grandi di quegli anni e “costruire su quelle testimonianze una cultura di pace”.

More info: http://www.tapum.it/
Photo courtesy Armando Trabucchi, direttore Bormio Sport & AltaReziaNews

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