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E il Milionario “scivola” sull’Everest

BERGAMO — Tenzing Norgay, nel 1953, cosa lasciò sulla cima dell’Everest dopo aver compiuto la prima salita insieme a Sir Hillary? Al noto quiz televisivo "Chi vuol essere milionario", la risposta esatta è risultata "biscotti e cioccolato". Ma un lettore ci fa notare che anche la risposta "una sciarpa di seta" ha un fondamento storico. Abbiamo sottoposto la domanda ad un esperto e in effetti, qualche dubbio sembra esistere…

"Cara redazione di montagna – ci scrive Maurizio Parma -, seguo sempre il vostro sito, in quanto appassionato di alpinismo, e ho l’hobby di leggere tutto quanto riguarda le spedizioni alpinistiche agli ottomila. Avrei un quesito da porvi: la scorsa settimana alla trasmissione "Chi vuol essere Milionario" di Gerry Scotti, è stata posta la domanda: "cosa lasciò Tenzing Norgay in vetta all’Everest?". E’ stata giudicata corretta la risposta "cioccolato e biscotti", e sbagliata "una sciarpa di seta".
 
Da tutti i testi in mio possesso – continua Parma – mi risulta però che Tenzing mise nello zaino, prima di partire per l’attacco alla vetta, la sciarpa rossa che gli era stata regalata l’anno prima dallo svizzero Lambert, con il quale arrivò a pochi passi dalla meta, e che la lasciò sulla cima". Vi pregherei di delucidarmi, se fosse possibile, su questo dilemma".
 
Risponde Ang Rita Sherpa, da oltre vent’anni collaboratore di Sir Edmund Hillary, e responsabile della sua fondazione, l’Himalayan Trust, in Nepal. 

 

Nell’autobiografia di Tenzing Norgay, si legge che l’alpinista lasciò sulla cima dell’Everest una sciarpa di seta: noi Sherpa la chiamiamo Khata e usiamo come "buon auspicio".

Lasciò però anche dei biscotti e dei dolci, come offerta alla divinità del Monte Everest, chiamata "Miyu Langsangma". Si tratta di una divinità femminile molto venerata dai buddhisti.

Sicuramente nel 1953 le persone avevano molto più timore di questa divinità e ritenevano di dover essere molto attenti e rispettosi verso di lei. Tenzing probabilmente deve essersi sentito un po’ preoccupato sulla cima, visto che stava camminando sulla "testa" della divinità, anche se questo non è rivelato nel libro. Le offerte che ha fatto sono state un gesto di rispetto verso la dea e, in un certo senso, un modo per "chiederle scusa" per essere arrivato in cima.

Ang Rita Sherpa

 

Nella foto: Tenzing sulla cima dell’Everest nel 1953

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