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Alpinismo

Ponchia: il caso Mondinelli è allucinante

PADOVA — "Sono esterrefatto. Siamo di fronte ad un uso del farmaco al di fuori delle sue indicazioni: dal punto di vista medico-legale è una cosa gravissima. Non si possono fare esperimenti sulla pelle delle persone". Andrea Ponchia, presidente della Società Italiana Medicina di Montagna, è intervenuto sul caso Mondinelli condannando senza appello il consiglio di usare i cerotti ai nitroderivati in alta quota.

Professore, che cosa pensa di quanto accaduto sul Broad Peak?
E’ allucinante. Pensate che in ospedale, quindi in ambiente controllato, per usare un farmaco fuori dalle indicazioni scritte nel foglietto bisogna chiedere l’autorizzazione. Qui è stato fatto in mezzo al Karakorum, senza controllo, senza nessuna evidenza clinica che il cerotto avesse efficacia, senza avere conoscenza degli effetti collaterali. Mi sembra veramente molto discutibile dal punto di vista etico e professionale.
 
Secondo lei hanno rischiato la vita?
Sì. Mondinelli ha rischiato il collasso, poteva crollare, restare lì e magari morire per ipotermia o mal di montagna: la responsabilità in quel caso di chi sarebbe stata? Non possono fare esperimenti sulla pelle delle persone, soprattutto a quelle quote, dove – tra l’altro – se ti succede qualcosa non esistono nemmeno i soccorsi.
 
I medici però hanno detto che era solo un consiglio, non un esperimento…
Ma non si possono fare queste cose. Scherziamo! Gli hanno fatto provare un farmaco – che potrebbe anche funzionare, per carità – per la prima volta durante l’ultima tappa, verso la cima, cioè quando doveva dare il massimo. E’ incredibile. Peggio delle cavie, dei topi da laboratorio.
 
Quale procedura avrebbero dovuto adottare?
Avrebbero dovuto provare quel farmaco al campo base: è meno freddo, è più basso, ma almeno avrebbero visto che effetto faceva sulla pressione. Ma in quota, sotto sforzo, quei cerotti gli avranno procurato anche cefalea, oltre che debolezza. Concordo pienamente con quello che dice Cerretelli, Mondinelli ha rischiato davvero grosso…
 
Pare, però, che sulle Alpi ci siano già esperienze con questi cerotti…
Personalmente non l’ho mai sentito. Ma è anche vero che tanti farmaci si usano così, un po’ "aneddoticamente" senza che esistano studi controllati. Comunque, i cerotti alla trinitrina mi sembrano una cosa rischiosa, perchè l’effetto principale è quello di abbassare la pressione. Di certo è l’ultima cosa che penserei a fare in cima ad un ottomila: magari può anche darsi che funzionino contro il congelamento, ma c’è il serio rischio di compromettere la salita.
 
Eppure, a consigliarli sono stati dei medici…
Non mi stupirei troppo. Ci sono medici che consigliano anche il doping… Anche se qui non c’entra nulla il discorso doping, perchè il farmaco era stato pensato per prevenire un danno.
 
E’ possibile che il malessere accusato da Mondinelli fosse indipendente dall’uso del farmaco?
Se tutte le altre volte che è andato sugli ottomila è stato bene, mi sembra che quantomeno la relazione tra le due cose sia sospetta…
 
 
Sara Sottocornola
 
Andrea Ponchia, presidente della Società italiana medicina di montagna, svolge la sua attività presso la Clinica Cardiologia Azienda Ospedaliera dell’Università di Padova. Ha svolto ricerche nei settori della cardiologia e della fisiologia d’alta quota, anche in collaborazione con il Comitato Ev-K2-Cnr.
 
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