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Cronaca

Orobie, in fiamme la Baita del Camoscio

SAN SIMONE, Bergamo — Forse, quest’inverno, non potrà offrire ristoro ad escursionisti e sciatori. Il rifugio Baita del Camoscio, nel cuore delle Alpi Orobie, stamattina è stato invaso dalle fiamme che ne hanno distrutto gli interni. E ora è caccia ai piromani: sembra infatti che l’incendio sia di natura dolosa.

L’allarme è scattato questa mattina, quando un operaio degli impianti di risalita di San Simone ha notato del fumo che usciva da una finestra. I vigili del fuoco sono subito intervenuti con l’autobotte e hanno sedato l’incendio, che però ormai aveva distrutto gli interni della Baita Camoscio.
 
Per fortuna il rifugio, che resta aperto quasi tutto l’anno, al momento dell’incendio era chiuso e nessuno è rimasto ferito.  Ma le fiamme sembrano aver gravemente danneggiato il soffitto e le mura: l’apertura invernale, in vista della stagione sciistica, sembra essere gravemente a rischio.
 
Ma ora, la prima preoccupazione è trovare i colpevoli. Secondo le prime indiscrezioni, l’incendio potrebbe infatti essere stato appiccato intenzionalmente da qualche piromane entrato da una finestra, che risulterebbe scardinata dall’esterno. E’ mistero, però, sul movente che potrebbe celarsi dietro il dolo: sul caso stanno indagando i carabinieri di Branzi.
 
Meta degli sciatori l’inverno, e agognata tappa degli escursionisti che d’estate frequentano Foppolo e il Passo Tartano, la Baita del Camoscio sorge a 1.750 metri di quota, vicino alla stazione sciistica di San Simone. Il rifugio restava aperto la maggior parte dell’anno, offrendo servizio bar e ristorante ma non pernottamento.
 
Foto courtesy Eco di Bergamo
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