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Esteri

Barricati in grotta: aspettano l’apocalisse

PENZA, Russia — Sono chiusi in una grotta sperduta sulle montagne, dove intendono trascorrere il rigido inverno russo aspettando la fine del mondo che avverrà – ne sono convinti – il prossimo maggio. Ventinove seguaci di una setta fanatica russa, tra cui 4 bambini, si sono barricati in una grotta vicino al Volga e ora minacciano il suicidio collettivo.

Il gruppo di persone – tra le quali anche un bimbo di soli 16 mesi – era scomparso il 7 novembre scorso. Dopo la denuncia di alcuni parenti e giorni di ricerche la polizia è riuscita ad individuare il loro nascondiglio: una caverna nella roccia a pochi chilometri dalla chiesetta del villaggio di Nikolskoye, dove il gruppo celebrava la Messa.
 
Qui la setta – che, secondo le notizie in circolazione, si ispirerebbe alla "vera chiesa ortodossa russa" – vuole l’inverno in attesa della fine del mondo. Invitati dalle autorità ad abbandonare la grotta, "si sono rifiutati di uscire e hanno minacciato di uccidersi facendo esplodere un serbatoio di gas", ha raccontato un poliziotto al Moscow Times.
 
Il loro capo spirituale – un architetto 46enne, Pyotr Kuznetsov, che si dichiara profeta – li infatti convinti che sta arrivando la fine dei tempi, e che bisogna attenderla nella grotta isolati dal mondo. Questo Kuznetsov, secondo le notizie diffuse dalla stampa, sarebbe uno schizofrenico che in passato ha dormito per quattro mesi in una bara.
 
Eppure, entro pochi mesi dal suo arrivo nel villaggio, è riuscito a convicere tutti di essere un profeta illuminato. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, da mesi raccoglievano provviste, bombole di gas, candele in vista della fuga.
 
E il bello è che il prete del villaggio li difende. "Sono semplicemente dei cristiani – avrebbe dichiarato ad una emittente televisiva russa – la fine del mondo è vicina, noi dobbiamo salvarci e la Chiesa finora non ha fatto nulla".
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