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Alpinismo

Humar si è fermato sull’Annapurna South

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KATHMANDU, Nepal — La notizia aveva fatto saltare sulla sedia esperti e appassionati. Ora però si scopre che lo sloveno Tomaz Humar, autore della scalata in solitaria alla vertiginosa parete sud dell’Annapurna di qualche giorno fa, non è arrivato sulla cima principale, bensì sull’Annapurna South, cima di 8.026 metri a est del picco predominante del massiccio.

La notizia è stata confermata nelle scorse ore da fonti nepalesi informate dal Ministero del Turismo locale e dall’Asian Trekking, l’agenzia che nei giorni scorsi aveva reso nota l’impresa dell’alpinista sloveno.
 
Humar, quindi, ha superato una parete leggendaria e terribile, anche se tuttora non è chiaro che via abbia seguito. Ma non ha portato a casa la vetta principale della montagna (8.091 metri). Come leggere, dunque, quest’impresa? Salita storica o amara rinuncia?
 
In attesa di avere ulteriori dettagli sulla salita, abbiamo chiesto un’opinione a Soro Dorotei, che nel 1988 firmò la prima ripetizione della via Bonnington, sulla Sud dell’Annapurna con la spedizione de L’Esprit d’Equipe. Della spedizione facevano parte Benoit Chamoux, Stephen Boyer, Josef Rakoncaj e Nicolos Campredon (tutti in vetta con Dorotei), Agostino Da Polenza e Yves Detry.
 
"In questo caso la cima è un dato secondario – commenta Dorotei -. Sarebbe importante, invece, sapere di preciso che via ha seguito per comprendere meglio le difficoltà e la sua strategia. In ogni caso, se ha salito quella parete in solitaria, ha dimostrato di avere un gran carattere".
 
"La Sud dell’Annapurna ha caratteristiche del tutto particolari – spiega poi Dorotei -. E’ una parete immensa e verticale. E’ di roccia e ghiaccio, ma a differenza di altre montagne, non offre punti di riposo a chi sale, quasi come una parete dolomitica. Ma soprattutto, quello che succede in un punto della parete coinvolge tutto quello sta sotto. Ad esempio, se si stacca un seracco sommitale non viene convogliato in nessun canale ma cade a pioggia. E’ più o meno quello che è successo a Simone Moro e Anatoli Boukreev nel loro tentativo invernale".
 
"In sintesi – conclude l’alpinista – se uno insegue la "collezione" dei 14 ottomila, allora la cima principale è importante. Ma in questo caso, il valore della salita è dato dalla parete superata in solitaria. Può anche darsi che Humar abbia deliberatamente deciso di fermarsi sull’Annapurna South: il traverso verso la cima principale, infatti, non pone particolari difficoltà. E questo non toglie nulla alla sua impresa".
 
Sara Sottocornola
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Immagini L’esprit d’Equipe. In alto, la parete sud dell’Annapurna. In basso, Soro Dorotei nel 1988 sull’Annapurna.
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