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Cortina: Veneto condanna il plebiscito

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CORTINA D’AMPEZZO, Belluno — L’affluenza alle urne ha superato il 71 per cento. E i "sì" hanno stravinto. Un vero plebiscito quello con cui gli abitanti di Cortina d’Ampezzo e dei comuni ladini confinanti hanno scelto di  entrare a far parte dell’Alto Adige. Ora, mentre Luis Durnwalder, presidente della Provincia di Bolzano, dà la sua benedizione a questo "attestato di stima", quello del Veneto minaccia di ricorrere all’Unione Europea.

Per le strade di Cortina, ieri pomeriggio, si stappavano bottiglie di spumante. Il referendum "pro Alto Adige" si è chiuso con 3.847 sì e 989 no, aprendo ufficialmente la strada affinchè Cortina, insieme a Livinallongo di Col di Lana e Colle Santa Lucia, possano finalmente cambiare regione e riunirsi al resto dei comuni ladini.

Un desiderio vivo da novant’anni, "spinto – dicono i promotori del referendum – principalmente da motivazioni tradizionali, e solo poi da questioni economiche".

"Questo risultato non è solo un riconoscersi nell’identità ladina – ha dichiarato Durnwalder -, ma anche un attestato di stima per il lavoro che da anni la Provincia di Bolzano porta avanti con convinzione a favore della minoranza ladina, dello spazio rurale e della montagna. Per questo farò tutto il possibile perché da Bolzano ci sia un parere positivo".
 
Durissima la risposta di Giancarlo Galan, governatore del Veneto: "Se l’Alto Adige darà l’assenso al distacco di Cortina, ci rivolgeremo alla Corte Costituzionale e alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea: atti già predisposti. L’avvertimento vale anche per Lamon, Asiago e di ogni altro ente territoriale che volesse seguire queste sterili iniziative".

Va detto, però, che il referendum consultivo non avrà conseguenze immediate. Perchè il passaggio abbia luogo ufficialmente, è necessario che le Camere approvino un apposito decreto legge e che anche gli abitanti delle zone interessate diano il loro parere.

La strada, quindi, è ancora lunga. Ma non è detto che, nel frattempo, non si possa fare qualcosa per risolvere il malessere dei comuni montani, anche quelli turisticamente ricchi come Cortina. "Il risultato referendario – ha commentato Andrea Franceschi, sindaco di Cortina – è la punta dell’iceberg di un malessere forte della montagna: mi rivolgo direttamente a Napolitano e a Prodi perché da loro deve partire una vera politica di sviluppo per questi territori".
  

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