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Esteri

Pakistan, 60 morti negli scontri a fuoco

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MINGORA, Pakistan — E’ ancora molto tesa nella regione montuosa del Pakistan la situazione tra i militanti islamici e l’esercito. Dopo i venti morti della settimana scorsa infatti, ieri ci sono stati nuovi scontri, durante i quali avrebbero perso la vita circa 60 persone.

E’ stato il portavoce dell’esercito pakistano a fare il resoconto dell’ultimo combattimento nella valle dello Swat, nel nord-ovest del paese: sotto i colpi di artiglieria delle truppe e degli elicotteri da guerra, sarebbero caduti tra 50 e 60 militanti islamici.
   
Secondo gli abitanti della zona però, ci sarebbero anche delle vittime tra le file dell’esercito: sarebbero infatti almeno nove i cadaveri di soldati paramilitari morti nelle sparatorie.
   
Gli insorti, guidati da un religioso filotalebano che tenta di imporre un rigido codice islamico nella zona, intanto hanno proclamato un cessate il fuoco: la tregua infatti, servità a permettere di raccogliere i caduti e i feriti.
    
Il Comitato Ev-K2-Cnr, nonostante la situazione critica e preoccupante, ha deciso comunque di rimanere in Pakistan e andare avanti con il prorpio lavoro. E’ appena partita anzi, una spedizione di ricercatori che andranno a controllare lo stato delle  stazioni meteo sul ghiacciaio del Baltoro, proprio nel nord del paese. 
 
 
 
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Valentina d’Angella
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