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Medicina di montagna, summit in Scozia

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AVIEMORE, Scozia — Problemi medici in alta quota, farmaci da usare e da evitare durante le spedizioni. Ma anche problemi più "spicci", come la cura dei morsi di serpente e di altri animali selvatici. Questi e molti altri gli argomenti discussi al congresso mondiale "Mountain &  Wilderness Medicine World Congress", tenutosi in Scozia all’inizio di ottobre.

Erano oltre trecento i medici, provenienti da tutto il mondo, che hanno partecipato al maxi congresso organizzato, per la prima volta congiuntamente, dalla International Society for Mountain Medicine e dalla Wilderness Medical Society.
 
Innumerevoli le interessanti e stimolanti relazioni che i numerosi e prestigiosi relatori hanno presentato nel corso della convention, presieduta da Charles Clarke.
Si è parlato dei problemi medici riguardanti l’alta quota, trattati in particolare da Peter Bartsch, Peter Hackett, Colin Grisson, Ben Levine e Paul Richards.
 
Davis Warrel, esperto in campo internazionale, ha parlato di come curare il morso dei serpenti, mentre Luanne Freer, direttore medico del Parco di Yellowstone, ha trattato gli aspetti medici conseguenti al morso o all’attacco di alcuni animali selvatici.
 
Si è parlato poi di soccorso in montagna. Molti esperti hanno discusso dei vari aspetti medici che interessano tale branca della medicina di montagna: Gunther Sumann ha parlato del trattamento ospedaliero dello shock, Pete Davis ha trattato l’ ipotermia, mentre Chris Imray ha parlato della diagnosi e della cura dei congelamenti.
 
Il celebre fisiologo americano John West e l’inglese Jim Milledge hanno ripercorso una breve storia della medicina di montagna partendo dai suoi primordi fino ad arrivare alle conoscenze moderne. Come quelle scaturite dalla  colossale spedizione all’Everest organizzata nel 2007 da un gruppo di medici e di ricercatori inglesi con oltre duecento partecipanti.
 
David Hillebrandt ed altri specialisti del settore hanno parlato di medicina dei trekking e delle spedizioni in luoghi remoti del pianeta. Alcuni medici cinesi hanno parlato dei problemi medici legati alla costruzione della ferrovia che da Pechino porta a Lhasa e che attraversa vaste regioni montuose situate tra Cina e Tibet.
 
Il fisiologo francese Paul Richalet  e la ricercatrice peruviana Fabiola Leon-Velarde hanno parlato dell’antropologia e della fisiologia delle popolazioni che vivono in alta quota sulle Ande. Nel corso del congresso sono stati organizzati degli workshop riguardanti l’odontoiatria in spedizione, i farmaci da usare in spedizione, ed alcuni casi clinici veiricatisi in alta quota.
Ma non solo la montagna è stata protagonista. Si è parlato anche di problemi medici del diving e l’americano Paul Auerbach si è concentrato sul morso di alcuni animali marini.
 
Oltre ai relatori, al congresso hanno partecipato Jim Milledge, Presidente della International Society for Mountain Medicine ed Eric Johnson, Presidente della Wilderness Medical Society.
 
Quello di Aviemore è stato un grande evento, impegnativo dal punto di vista dell’organizzazione ma preziosissimo dal punto di vista dello scambio di conoscenze. Fa seguito ai congressi internazionali di medicina di montagna organizzati a La Paz, in Bolivia, a Cuzco in Peru, a Matsumoto in Giappone, ad Arica in Cile, a Barcellona in Spagna e a Xining in Cina.
 
Giancelso Agazzi
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