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Alpinismo

Jannu, è vetta per Babanov e Kofanov

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KATHMANDU, Nepal — Ce l’hanno fatta. Valery Babanov e Serguey Kofanov hanno vinto la bufera e raggiunto la vetta dello Jannu (7.710 metri). I due alpinisti russi hanno salito il noto gigante himalayano aprendo una via nuova, in stile alpino, lungo lo spigolo Nord-Ovest.

Sarà l’abitudine al clima rigido o la severa educazione sovietica. Fatto sta che le difficili condizioni ambientali di quest’autunno himalayano sembrano fermare quasi tutte le cordate, tranne quelle russe.
 
Dopo la salita di Urubko e Samoilov sulla Nord del K2, inviolata da 12 anni, ieri è infatti arrivato lo splendido successo della difficile missione di Babanov e Kofanov sullo Jannu. 
 
I due alpinisti russi erano partiti martedì scorso dal campo base e avevano attaccato l’inviolato spigolo nord ovest della montagna. In stile alpino: senza ossigeno, senza portatori, senza corde fisse. Nei giorni scorsi hanno affrontato a muso duro violente tormente e neve alta, salendo forse lenti, ma decisi, verso la cima.
 
Sabato notte hanno bivaccato a 7.600 metri di quota, sotto una forte nevicata. Non hanno dormito: erano senza sacco a pelo, lasciato duecento metri più sotto. Sono rimasti seduti, come sentinelle, dentro la tendina che avevano con loro, a preparare bevande calde. All’alba sono ripartiti e alle 9.30 del mattino hanno toccato la cima.
 
Poi sono tornati sui loro passi. Avevano annunciato di voler scendere dallo spigolo sudest, invece all’ultimo minuto hanno scelto di ripercorrere, in discesa, la via nuova che hanno appena aperto. Una via che segue l’aereo spigolo nord-ovest e che delinea, elegante, il confine occidentale della "parete delle ombre", la Nord dello Jannu.
 
"Lassù si gela e tira molto vento – ha raccontato Olga Babanova, di stanza al campo base -. Valery e Serguey probabilmente faranno un bivacco anche in discesa perchè sono molto provati. Non so se abbiano ancora da mangiare, ma di sicuro hanno sacchi a pelo, tenda e gas".
 
Sara Sottocornola
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