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Allestito campo 1 al K2. Hassan Jan: siamo i primi sulla montagna

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Cucchi verso campo avanzato
Cucchi verso campo avanzato

CAMPO BASE K2, Pakistan — Al K2 si inizia a fare sul serio. Sono saliti a campo 1, lungo lo Sperone Abruzzi, tre membri della spedizione K2 60 years later. Hassan Jan, il climber leader della spedizione ha aperto la via seguito da Ali e Muhammad Hassan. Sono i primi a salire lo Sperone quest’anno.

“Siamo la prima spedizione a iniziare la scalata: la montagna diciamo è tutta per noi senza tracce senza corde solo neve fresca e roccia” ci scrive Maurizio Gallo appena tornato al campo base insieme ai tre alpinisti pakistani dopo averli attesi alla base dello Sperone. “Ho visto salire Hassan Jan lungo il pendio, l’ho visto sprofondare fino a un metro nella neve fresca. Mi ha davvero impressionato”.

I tre alpinisti hanno formato un primo gruppo e sono partiti ieri notte alle 22 verso il campo base avanzato. Dopo poche ore di riposo hanno caricato gli zaini di corde e fittoni tende e hanno iniziato a salire i pendii dello Sperone, mantenendosi in costante contatto radio con gli altri. Una lingua che sta prendendo forma quella dei messaggi via radio fatta di termini inglesi, balti e italiani. Un idioma che racconta di un intesa via via sempre più forte e reale tra Italiani e Pakistani.

Lungo quei primi pendii dello Sperone nel 1954 Desio aveva fatto montare la teleferica che permetteva di trascinare verso l’alto i carichi pesanti. “I pendii sono gli stessi” scrive Gallo, (con dita congelate tiene a precisare, il vento al campo base è forte e la temperatura sotto zero) “e immagino la difficoltà che devono aver trovato per trascinare uno slittone pesante in mezzo alla neve fresca. Anche gli alpinisti hanno fatto fatica oggi ad aprirsi una traccia sulla neve profonda anche 1 metro con zaini pesanti sulle spalle. Dietro di loro un secondo gruppo di alpinisti procedendo sulla traccia già aperta da Hassan Jan ha fissato le corde fisse che agevoleranno e renderanno più sicura la salita nei prossimi giorni”.

“Salire una montagna senza tracce e molto più impegnativo ma anche più affascinante e devo dire visto i tempi che corrono sugli 8000 (Everest su tutti) cosa ormai rarissima”.

Hassan Jan si trova ora al campo base insieme a Maurizio Gallo: “Arrivati a campo uno abbiamo trovato due tende distrutte piene di neve. Le abbiamo rimosse e abbiamo piazzato le nostre al loro posto. Un lavoro di ore. Le porteremo giù nei prossimi giorni insieme a tutta l’immondizia trovata, bombole corde e altro. A campo 1 lo spazio per le tende è pochissimo ed essere arrivati per primi permette di prendere i posti migliori e più sicuri. Abbiamo trovato molta neve salendo. E questo è un bene perché con molta neve la montagna più sicura, non ci sona cadute di pietre”. Le tende sono quelle di Martin e Denali Schmidt, padre e figlio neozelandesi che hanno perso la vita per via di una valanga a campo 3 lo scorso anno.

Intanto gli italiani Michele Cucchi e Simone Origone sono saliti al campo base avanzato dove dormiranno questa notte per poi aiutare domani mattina presto gli altri che sono con loro a fissare le corde fisse mancanti fino a campo 1. In tutto oggi sono stati fissati 900 metri corde fisse. Domani una volta finito il lavoro per campo 1 saranno depositate 1000 metri a campo 1 per attrezzare fino a campo 2, incluso il camino Bill.

Sulle radio rimbalzano ancora voci di chi torna al base per riposare di chi rimane su e delle previsioni meteo per i prossimi giorni. Mentre Cucchi e Origone sono al campo avanzato insieme agli altri pakistani, Maurizio Gallo e i tre saliti a campo uno sono nella tenda cucina al base pronti per la cena naturalmente a base di “chapati e ciai”. “Stasera meritano menù speciale! Vale a dire almeno 10 chapati a testa e albicocche essiccate” precisa Maurizio Gallo.

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