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Sport

Arriva il passamontagna tecnologico

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BERGAMO — Appassionati degli sport invernali all’aria aperta è arrivata l’invenzione che fa per voi: una maschera integrale, che copre il viso fin sotto al collo, ma che al contempo vi fa respirare senza disperdere il calore. Si chiama "Backbrez" ed è la funzionale trovata di una giovane azienda di Torino.

Sci, snowboard, ciclismo, volo a vela, pattinaggio, moto o motoslitta: chi ama gli sport invernali lo sa bene, respirare a temperature sotto zero scendendo in velocità non è una cosa da ridere.
 
L’aria gelida si insinua tra le fessure di sciarpe e cappelli e non c’è verso di coprirsi bene. Anche i passamontagna non risolvono la situazione: fanno respirare male e quando il fiato inumidisce il tessuto tendono a gelarsi. Insomma, serviva un’idea.
 
L’hanno trovata i tecnici della Untraced, una giovane società di Torino che progetta e realizza articoli sportivi innovativi. La nuova maschera si chiama "Backbrez" ed è studiata per proteggere dal freddo senza rinunciare a una buona respirazione.
 
Il copricapo tappa completamente naso, bocca, gola, volto e collo, si adatta ad ogni viso e pesa solo 70 grammi. E’ dotata di una doppia canalizzazione flessibile rivolta all’indietro, grazie alla quale si respira perfettamente. I materiali, neanche a dirlo, sono traspiranti, elastici, idrorepellenti e isolanti.
 
Se poi siete più che semplici amanti della montagna, e vi piace anche il brivido della scalata in alta e altissima quota, esiste una maschera fatta apposta per voi: la "8000Mask", ideata per le "gite" ai circoli polari come all’Everest e al K2. 
 
Con questo copricapo è possibile recuperare l’aria calda ed umidificata interna al sistema di abbigliamento: attraverso una valvola monodirezionale e la rivoluzionaria canalizzazione a "proboscide" infatti, utilizzerete l’energia termica per condizionare l’aria inalata.
 
Le innovative maschere sono a prova di atleta: prima di essere messe in vendita al grande pubblico infatti, sono state testate dai grandi dello Skyrunning. Inoltre, a dicembre, saranno utilizzate anche dagli alpinisti del Centro di Addestramento Alpino di Aosta, in occasione della prossima spedizione al Monte Vinson, in Antartide.
  
Insomma, la soluzione che mancava è arrivata. A quale costo? Il prezzo ancora non è dato sapere.
 
 
 
Foto courtesy of La Stampa
 
Valentina d’Angella
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