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Interviste, Primo Piano

Con la testa e con le gambe: intervista a Marcello Alborghetti, tecnico delle stazioni meteo in alta quota

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Marcello Alborghetti sul Deosai
Marcello Alborghetti sul Deosai

SKARDU, Pakistan – Partito dall’Italia pochi giorni fa si trova ad Askole ed entro pochi giorni deve essere al campo base del K2 per portare avanti il suo complicato lavoro di tecnico –ricercatore. Percorrerà il Baltoro in tutta fretta, come ha già fatto diverse altre volte. Un lavoro fuori dal comune e affascinante ma che comporta impegno fisico e mentale fuori dal comune e molto tempo passato lontano dagli abituali confort. Motivo della sua presenza ai piedi del K2 è installare al campo base la stazione meteo progettata e messa a disposizione da Cae, tra le principali realtà italiane nel settore del monitoraggio ambientale in tempo reale. Oltre all’installazione di questa stazione, che fornirà a partire dai prossimi giorni dati in diretta, Alborghetti dovrà anche posizionare il GPS per la misurazione digitalizzata del profilo altimetrico e la nuova misurazione della vetta della montagna e curare l’impostazione degli strumenti che verranno portati sulla montagna per eseguire la misurazione. Ma non è questo l’unico obiettivo della missione. Spesso le missioni in terre lontane devono essere ottimizzate, quindi manutenzione alle stazioni di Concordia e Urdukas, poi verso il Deosai e infine verso Multan dove si trovano due stazioni che misurano anche la qualità dell’aria.

Che farai esattamente al campo base del K2?
Il compito principale di questa missione è quello di installare una stazione meteorologica AWS (Automatic Weather Station) proprio al campo base del K2, direttamente sul ghiacciaio ai piedi della montagna. Una stazione che fornirà tramite un router satellitare dati meteo in diretta: temperatura, umidità, direzione e velocità del vento, pressione atmosferica, radiazione netta e livello neve. Il secondo compito è installare la stazione GPS master vicino al campo base, che servirà per garantire maggior precisione alle misurazioni effettuate con il GPS sulla montagna. L’obiettivo di queste misurazioni è di disegnare il profilo altimetrico dello Sperone degli Abruzzi ed effettuare nuove misurazioni della cima del K2.

Una stazione al Campo base del K2. Perché?
La stazione fornirà dati in Real Time. In generale i dati forniti contribuiranno alle ricerche meteo climatiche nel CKNP. Nello specifico potranno poi essere utili anche agli alpinisti in vista della scalata del K2. Quando le stazioni rimangono installate per più anni permettono un confronto con periodi precedenti. In questo caso potremo confrontare per esempio questi dati con quelli del periodo estivo della precedente installazione fatta con la spedizione del 2004. Le stazioni lasciate stabilmente permettono di monitorare il ghiacciaio e avere dati meteo-climatici nel tempo, nel caso del K2 Base Camp non sarà possibile.

Quali sono difficoltà maggiori per installare questa stazione?
Un primo problema potrebbe essere quello causato dalle condizioni meteo. Probabilissimo anche nella stagione estiva trovare bufere di neve al campo base. Siamo a 5000 metri e normalmente tutte le precipitazione, sono di forma nevosa. Poi il freddo e la quota rallentano tutte le operazioni fisiche anche le più semplici. Altri problemi che mi capita di riscontrare sono pezzi di ricambio, che durante il trasporto possono arrivare rovinati. A tal proposito bisogna inventarsi al momento riparazioni provvisorie.  Problemi che da casa non si immaginano neppure o che sembrano risolvibili con pochi gesti poi sul campo diventano ostacoli che minacciano la riuscita della missione. Uno volta per il freddo si è rotto un pezzettino di plastica che teneva legato alla stazione il cavo dell’alimentazione e non siamo più potuti andare avanti. Problema ridicolo in Italia, problema grave in Karakorum a 5000 mt…

Tornando dal Baltoro lavorerai ad altre stazioni Meteo, dove sono? A cosa Servono? Cosa ci possono raccontare?
Sul ghiacciaio del Baltoro, abbiamo 3 stazioni AWS, la prima stazione si trova ad Askole, a circa 3000m sul livello del mare non ancora sul ghiacciaio del Baltoro. Poi Urdukas a 3900m a circa a metà del ghiacciao del Baltoro e poi a Concordia. Queste stazioni servono per monitorare il ghiacciaio del Baltoro, quindi questi dati registrati vengono dati ai ricercatori per uno studio approfondito sul futuro del ghiacciaio

Tornando alla tua presenza quali sono i tuoi compiti per la misurazione con GPS del profilo dello Sperone Abruzzi? Ci racconti cosa accadrà?
Dopo installazione della AWS, dovrò posizionare il GPS al Gilkey Memorial, appena sopra BC. Dovrò installare un pannello solare pe alimentarlo in continuo. Dopo di ché, dovrò insegnare agli alpinisti l’utilizzo del GPS portatile che andrà in vetta.

Infine da Multan verso l’Italia, raccontaci un po’ più in generale in cosa consiste il tuo lavoro. Per fare il tuo mestiere che competenze tecniche occorrono? E quali competenze alpinistiche? È vero che nel tempo libero curi una tua stazione meteorologica?
Il mio lavoro consiste nel fare manutenzione alle varie stazione in giro per il modo (Nepal, Pakistan, Uganda, Italia). Inoltre verifico con l’aiuto dei ricercatori dell’Isac-Cnr che i dati delle varie stazioni diano valori corretti. In caso contrario siamo pronti ad intervenire. Le competenze che occorrono sono principalmente elettroniche, ma anche meteo-climatiche, sono Laureato in Scienze Ambientale a Milano Bicocca ho fatto esami sia di Fisica dell’atmosfera (con Giuliacci), sia esami Meteorologia.
Poi logicamente nel mio lavoro bisogna camminare tanto anche in località molto estreme, non bisognare avere paura del freddo. Si vero nel mio tempo libero curo le mie stazioni meteorologiche, una proprio a casa mia e una a 1000m. Da un po’ di anni, sono socio del Centro Meteo Lombardo, dove curo altre stazioni nella bergamasca. Fin da piccolo, ho sempre avuto una grande passione per la meteorologia e per il monitoraggio delle condizioni ambientali. Tutte le sera prima di cena quando ero piccolo aspettavo di vedere “Che tempo che fa”, condotto dal meteorologo Guido Caroselli.

 

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