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Cronaca

Crollo Dolomiti: Messner incolpa il clima

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BOLZANO — I crolli che si sono verificati sulle montagne negli ultimi anni sono colpa del cambiamento del clima. Non ha dubbi Reinhold Messner, alpinista e parlamentare europeo dei Verdi, chiamato a esprimere un guidizio su quanto è accaduto l’altro ieri sulle Dolomiti di Sesto.

Secondo l’altoatesino, il crollo della Cima Una è solo l’ultimo di una serie di episodi correlati, che sono destinati a continuare nei prossimi anni. Tutta colpa dell’innalzamento delle temperature che avrebbe sciolto il permafrost, ovvero il ghiaccio che fa da "collante" alle grandi pareti delle montagne.

Sebbene numerose linee di pensiero scientifico dicano che di permafrost non c’è mai stata traccia sulle Dolomiti, l’allarme lanciato da Messner trova l’appoggio di numerosi esperti che considerano i suoi giudizi "ragionevoli". Altri, invece, la pensano diversamente.

Certo il crollo dell’altro giorno è stato clamoroso, anche per entità. Ma è dalla notte dei tempi che le montagne crescono e talvolta si sbriciolano. E’ il respiro profondo di Gaia, la nostra Terra. Ed è un fenomeno del tutto naturale, secondo molti geologi.

Va semmai ripensato l’approccio dell’uomo con le montagne. Per evitare che i fenomeni naturali diventino fonti di sciagure. E’ un po’ quello che capita con i terremoti. Se costruiamo un palazzo in una zona sismica deve avere tutte le caratteristiche per resistere ai movimenti tellurici. Se vogliamo andare in montagna, dobbiamo sapere che ci sono zone più a rischio delle altre.

E qui devono venirci incontro gli esperti e gli scienziati. Tocca a loro la mappatura delle montagne e la messa in allerta quando è neccessario. Intanto anche ieri dalla zona della Cima Una sono precipitati a valle altri due corpi franosi.

 
 
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