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Bormio: bimbo forse ucciso da minorenne

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BORMIO, Sondrio — Un testimone oculare. Un casco nella discarica di Bormio. E una gara giovanile di trial conclusa poco prima dell’incidente. Questi i tre principali indizi che stanno indirizzando gli inquirenti verso una pista sconcertante. Quella, cioè, che sia stato un minorenne del luogo a travolgere e uccidere il bimbo di tre anni sulla pista ciclabile di Bormio domenica pomeriggio.

Mentre Valdisotto si prepara a celebrare i funerali del piccolo Lorenzo Giacomella, tragicamente ucciso  da una moto pirata mentre con la mamma e la sorellina pedalava felice sulla pista ciclabile, tra le indagini delle autorità si fa strada un’ipotesi a dir poco orribile.
 
Cioè che l’omicida del bimbo, datosi alla fuga dopo il tragico incidente, sia un ragazzino. Un
minorenne, e per di più originario del luogo.
 
A condurre gli inquirenti su questa pista sarebbero innanzitutto le testimonianze della mamma del bambino e poi, secondo quanto riferito da alcune agenzia di stampa, le dichiarazioni di un presunto testimone oculare che avrebbe visto, domenica pomeriggio, un motociclista sfrecciare a 80 all’ora sulla pista ciclabile proprio poco prima che arrivassero le ambulanze per il piccolo Lorenzo.
 
Entrambi avrebbero dichiarato che il motociclista, che viaggiava a quanto pare con il casco aperto, aveva un aspetto molto giovane.
 
Il testimone – la cui esistenza, per ora, non è stata ancora confermata dai carabinieri – avrebbe inoltre affermato che il motociclista da lui incrociato guidava una moto da enduro di piccola cilindrata e indossava il casco tipico delle gare di trial. Inoltre, la moto avrebbe avuto il motore particolarmente rumoroso, forse "un po’ imballato", e il fanale anteriore malfuzionante. Un particolare, quest’ultimo, notato anche dalla mamma del piccolo.
 
Tutta una serie di particolari, insomma, che hanno indirizzato i sospetti verso i partecipanti di una gara di campionato giovanile italiano di trial, tenutasi nel paese di Grosio durante il weekend. Le autorità, come confermato anche durante la trasmissione "Chi l’ha visto" di Rai tre ieri sera, starebbero ora esaminando i video della gara.
 
I video potrebbero aiutare a identificare qualcuno che portasse il casco scuro con le strisce rosse a forma di fiamma, visto dalla madre. Un casco che potrebbe – tra l’altro – essere quello ritrovato dai carabinieri nella discarica comunale di Bormio ieri mattina.
 
Il casco trovato è infatti spaventosamente simile a quello descritto dalla madre del bambino. E subito sono partiti gli accertamenti che potrebbero anche condurre direttamente all’identità del motociclista pirata.
 
Se si trattasse proprio di quel casco, le ricerche ne beneficierebbero anche dal punto di vista geografico: al momento dell’incidente il motociclista pirata viaggiava da Bormio verso la bassa valle, e difficilmente potrebbe essere tornato a Bormio per gettare il casco, se non fosse del luogo.
 
 
Foto courtesy Ansa.it
 
 
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