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Tempesta di neve sulle Alpi: un morto e un gatto delle nevi sotto valanga

Neve a Sesto Pusteria questa mattina alle 10  (Photo www.hotel-st-velt.com - www.3bmeteo.com)
Neve a Sesto Pusteria questa mattina alle 10 (Photo www.hotel-st-velt.com – www.3bmeteo.com)

BARDONECCHIA, Torino — Un giovane di 24 anni è morto oggi sotto valanga mentre faceva snowboard sopra Bardonecchia: il ragazzo di nazionalità francese sarebbe stato rianimato a lungo dai soccorritori, ma sarebbe deceduto all’ospedale Cto di Torino. Altri distacchi nevosi sono scesi sull’Arco alpino, dove il pericolo valanghe è attualmente forte, grado 4, in molte zone: a Marilleva, in Trentino, un 13enne sarebbe stato travolto ma si sarebbe salvato, mentre in Alto Adige sotto la valanga è finito un gatto delle nevi che lavorava nell’impianto sciistico di Racines. Numerosi i comuni isolati a causa del maltempo e della bufera: Cortina, come molti paesi dell’Agordino, è rimasta al buio nel giorno di Natale per oltre 24 ore.

La vittima della valanga di Bardonecchia sarebbe un 24enne di francese di Annecy: stando al quotidiano La Stampa e in base alle prime ipotesi delle indagini, stava facendo snowboard in località Les Arnauds con altri connazionali su una pista chiusa a causa del maltempo. Il Soccorso alpino locale avrebbe cercato di rianimarlo a lungo, riuscendo poi a trasportarlo in elicottero al Cto di Torino, dove però sarebbe morto poco dopo essere arrivato.

Sempre sulle Alpi piemontesi e sempre nella zona di Bardonecchia, sarebbero scesi altri distacchi nevosi, di cui uno su una pista di località Melezet. La valanga sarebbe stata provocata dal passaggio di tre sciatori: in particolare una snowboarder che sciava, a quanto pare, su una pista chiusa per maltempo, sarebbe stata trasportata al Cto di Torino per lievi traumi dovuti alla valanga.

Un’altra valanga è caduta nei pressi della pista sciistica Orso Bruno di Marilleva, in Trentino. A finire sotto la neve sarebbe stato un giovane sciatore, a quanto pare minorenne, che è però riuscito a salvarsi. Sembra che il ragazzo stesse risalendo la pista con il padre quando sopra di loro è sceso il distacco. I primi soccorsi sarebbero stati portati dallo stesso padre e da altri sciatori, poi sarebbero subentrati i soccorritori che avrebbero portato a valle il giovane fino al pronto soccorso di Malè.

Ancora in Alto Adige questa mattina un addetto all’impianto sciistico di Racines, sarebbe stato travolto da una valanga mentre era al lavoro con il gatto delle nevi per preparare le piste. Secondo la stampa locale, l’uomo sarebbe riuscito a liberarsi e sarebbe stato poi portato all’ospedale di Vipiteno per accertamenti: le lesioni riportate nell’incidente non sarebbero gravi.

Secondo Aineva attualmente il pericolo valanghe sarebbe di grado 4 su gran parte dell’Arco Alpino, situazione che dovrebbe rimanere invariata ancora nella giornata di domani con tendenza al miglioramento dopo domani. Nelle scorse ore del resto, le precipitazioni sono scese copiose in montagna, per lo più in forma nevosa al di sopra dei 1000, 1200 metri, creando non pochi inconvenienti.

In Trentino in alcuni casi le piante abbattute dal peso della neve sono cadute sui cavi dell’alta tensione provocando alcuni black out o finendo sulla sede stradale. Così nella zona di Madonna di Campiglio, verso Andalo e Malè. Così in alcuni paesi del Canton Ticino e anche a Madesimo in Lombardia, in alta Valle Spluga, dove ieri notte le fitte nevicate hanno isolato il paese: per alcune ore si è interrotta la viabilità sulla Statale ed è mancata la corrente elettrica, entrambe ripristinate questa mattina.

Anche a Pieve di Cadore, secondo quanto riferisce il Soccorso alpino veneto nel comunicato stampa ufficiale di oggi pomeriggio, il sindaco ha chiesto l’intervento delle squadre per liberare dagli alberi caduti sulla sede stradale la statale verso il Comelico e i soccorritori hanno ripulito dalle piante al suolo anche le strade a Valle di Cadore. A Cortina una squadra di soccorritori sarebbe intervenuta per aiutare una famiglia rimasta bloccata dalla neve tra il Falzarego e il passo Valparola. Il vero problema di Cortina e dei paesi limitrofi è però il black out di oltre 24 ore che ha lasciato senza corrente elettrica oltre 50mila utenze. Le difficoltà nella viabilità rendono lenti gli interventi, che ancora non sono riusciti a ripristinare la normalità.

Oltre a Cortina, il cui black out è stata la notizia centrale di tutti i telegiornali di ieri, sono rimaste senza luce a causa delle forti nevicate anche molte altre località alpine, tra cui Macugnaga, San Domenico e la val Bognanco, alcune frazioni di Madesimo. Sono chiusi quasi tutti i passi dolomitici, dal Tonale a Costalunga, Lavazé, Giovo, Gardena, Sella, Pordoi, Falzarego, Rolle.

Ad oggi, secondo i dati di 3Bmeteo, si registra oltre “1 metro di neve localmente già al di sopra dei 1000 metri tra Valle d’Aosta, Piemonte e Lombardia, fino a 2 metri in alta quota. Tanta neve anche in Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli, con oltre mezzo metro di accumulo al di sopra dei 1200-1500 metri ma in aumento. Tantissima neve in località come Sestriere, Madesimo, Aprica, Passo del Tonale, Madonna di Campiglio, San Martino di Castrozza, Arabba, con accumuli anche superiori al metro”.

La giornata di domani prevede un miglioramento della situazione meteorologica al nord, ma già sabato dovrebbe arrivare una nuova perturbazione, forse meno intensa di quella di Natale.

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