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Sostanze pericolose nell'abbigliamento outdoor? Allarme da Greenpeace

timetodetox (photo courtesy greenpeace.it)
Campagna Time to detox (photo courtesy greenpeace.it)

BERLINO, Germania — Può una giacca da montagna, oltre ad inquinare l’ambiente, rovinarci il sistema immunitario, la fertilità o addirittura la tiroide? Secondo un recente studio commissionato da Greenpeace, sì. Anzi, starebbe già succedendo. Colpa di due sostanze chimiche, perfluorinati e perfluorocarburi, che sono stati trovati nei campioni di vestiario tecnico dei maggiori marchi del settore oudoor, analizzati da due laboratori specializzati.

Il rapporto “Outdoor clothing” di Greenpeace si basa sulle analisi di due laboratori indipendenti che hanno testato 17 capi d’abbigliamento outdoor. “Perfluorinati e perfluorocarburi (PFCs), sostanze chimiche pericolose, sono stati trovati in tutti i campioni dei marchi più popolari come The North Face, Patagonia, Adidas, Schöffel, Jack Wolfskin, Salewa. I PFC sono stati trovati anche nelle membrane impermeabili come il Goretex. Il perfluorottano sulfonato (PFOS) ritrovato in un guanto venduto da Mammut eccede il limite di legge di un microgrammo per metro quadro di ben nove volte.  Le giacche di Schöffel, Jack Wolfskin e Mammut contenevano, inoltre, allarmanti concentrazioni di acido perfluorottanico (PFOA)”.

“Questi prodotti contengono sostanze pericolose che contaminano persino la neve in alta montagna – si legge nel comunicato stampa di GreenPeace -. Si tratta di composti altamente persistenti nell’ambiente, che possono danneggiare il sistema immunitario e la fertilità, fino a portare anche a malattie della tiroide. Un altro motivo di preoccupazione è il ritrovamento di altre sostanze pericolose come gli ftalati, che sono interferenti endocrini, e i nonilfenoli”.

Che fare, dunque? “A volte compriamo una giacca ultratecnica, adatta per un’arrampicata in alta montagna, quando ci serve solo per una passeggiata al parco – spiega Chiara Campione, Project Leader di “The Fashion duel” di Greenpeace Italia -. Cerchiamo di scegliere oculatamente. Una giacca priva di sostanze tossiche è comunque sempre una scelta saggia”. Secondo GreenPeace le alternative esistono e sono già disponibili globalmente: giacche con membrane senza PFC o ancora finiture e rivestimenti in poliestere e poliuretano, impermeabili e traspiranti.

“Greenpeace chiede all’industria dell’abbigliamento outdoor di fissare precise scadenze per l’eliminazione dei Pfc – conclude il comunicato – e di sviluppare ulteriormente la sostituzione di tali sostanze con formule più sostenibili. Tutti i PFC devono essere oggetto di attenzione nel quadro della regolamentazione chimica europea. Dall’inizio della campagna Detox di Greenpeace, nel 2011, sono già 18 le aziende leader dell’abbigliamento – tra cui H&M, Levis e Nike – che si sono impegnate a eliminare le sostanze pericolose entro il 2020”.

La risposta delle aziende non si è fatta attendere. Tutte si dichiarano consapevoli del problema e descrivono come in realtà ci stiano già lavorando da anni, ma come un cambiamento del genere non possa avvenire improvvisamente. Mammut ha dichiarato che entro il 2015 eliminerà l’uso dei Pfoa. Le aziende precisano inoltre che i rischi ambientali ci sono, ma nessuno riguarderebbe la salute di chi indossa questo tipo di vestiario.

 

Scarica l’abstract (in inglese) del rapporto “Outdoor clothing” di Greenpeace

 

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