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Cronaca, Primo Piano

Domenica intensa sul Gran Sasso: soccorse e recuperate due persone

Pizzo Cefalone avvolto dalla nebbia (Photo courtesy of Wikimedia Commons)
Pizzo Cefalone avvolto dalla nebbia (Photo courtesy of Wikimedia Commons)

L’AQUILA — Due persone sono state soccorse e recuperate nella giornata di ieri in due distinti incidenti verificatesi sul massiccio del Gran Sasso. Un escursionista è rimasto bloccato sul versante aquilano a causa della nebbia che gli ha fatto perdere l’orientamento, mentre uno sciatore è scivolato sul versante teramano ed è stato individuato rapidamente grazie all’applicazione GeoResQ.

Secondo la stampa locale, la prima operazione di recupero è stata effettuata nel primo pomeriggio di ieri. Un 58enne romano stava compiendo un’escursione per raggiungere la cima del Pizzo Cefalone, montagna di 2533 metri nel versante aquilano del massiccio del Gran Sasso. L’uomo è stato sorpreso dall’arrivo della nebbia e da un’improvvisa e violenta bufera di neve che gli ha fatto perdere l’orientamento.

Alle 14, il 58enne ha lanciato l’allarme ed è stato raggiunto dai tecnici del Cnsas e del del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza. Grazie alla collaborazione del Centro Turistico del Gran Sasso e agli operatori che lavorano presso la funivia, i soccorritori e l’escursionista hanno potuto utilizzare l’impianto per un intervento rapido e sicuro.

Il secondo intervento è invece avvenuto sempre nel pomeriggio di ieri, sul versante teramano del massiccio appenninico. Un 53enne romano stava effettuando con gli sci la Traversata Bassa del Gran Sasso, percorso che collega Campo Imperatore, in provincia di L’Aquila alla Val Maone e alla provincia di Teramo. Giunto in prossimità delle Cascate del Rioarno, l’uomo si è trovato nell’impossibilità di proseguire con gli sci a causa di una valanga distaccatisi precedentemente. L’uomo ha deciso di togliersi gli sci e proseguire, nonostante fosse sprovvisto di ramponi.

Durante l’attraversamento, il 53enne è però scivolato per 20 metri, finendo in un canalone. Con il proprio telefonino è riuscito a chiamare il 118 per dare l’allarme e ad attivare l’applicazione GeoResQ. Questo sistema permette di accedere, previo abbonamento, ad alcuni servizi, tra i quali la localizzazione di emergenza tramite il Gps del cellulare. La centrale operativa ha ricevuto le coordinate del luogo, segnalate da GeoResQ e le ha comunicate ai tecnici del Cnsas. I soccorritori hanno quindi potuto raggiungere più rapidamente l’uomo e portarlo a valle prima che facesse buio.

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