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Alpi, una mappa sullo sviluppo demografico degli ultimi 10 anni

La mappa delineata dall'Eurac sullo sviluppo demografico nell'area alpina tra il 2001 e il 2010 (Photo courtesy of Eurac)
La mappa delineata dall’Eurac sullo sviluppo demografico nell’area alpina tra il 2001 e il 2010 (Photo courtesy of Eurac)

BOLZANO — Si discute spesso dello spopolamento delle montagne, ma esistono dati certi che lo confermano? Di questo si è occupata una ricerca dell’Accademia Europea di Bolzano (Eurac) i cui ricercatori hanno redatto una mappa sullo sviluppo demografico di 13 Nazioni appartenenti all’area alpina nel periodo che va dal 2001 al 2010.

Gli scienziati dell’Istituto per lo Sviluppo Regionale e il Management del Territorio dell’Eurac hanno basato la ricerca tenendo conto di un perimetro più ampio della catena montuosa europea, includendo sia i paesi cosiddetti alpini che quelli immediatamente confinanti. I ricercatori hanno analizzato dati riguardanti l’andamento demografico del decennio 2001 – 2010 appartenenti a circa 40.000 comuni distribuiti tra Austria, Francia, Germania, Italia, Liechtenstein, Lussemburgo, Monaco, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Svizzera e Ungheria.

Il risultato è stato sintetizzato in una mappa che, con colori differenti, evidenzia dove negli ultimi dieci anni la popolazione è aumentata o diminuita ed è quindi conseguito o meno un probabile sviluppo economico. La carta denota uno spopolamento dei paesi di alta quota in favore di una crescita in prossimità delle aree urbane, sono stati notati però altri fenomeni importanti, legati principalmente a modelli o scelte territoriali e regionali che spesso causano disparità tra le varie Nazioni o all’interno della stessa Nazione.

I ricercatori hanno sintetizzato i fenomeni in 5 punti principali:
1. Differenze internazionali di sviluppo, in particolare tra la Francia e i paesi limitrofi.
2. Modello di sviluppo consolidato tutt’intorno alle Alpi e all’interno del territorio alpino: da un lato crescita demografica nelle regioni metropolitane perialpine e nelle aree lungo le due principali arterie di traffico, dall’altro un calo demografico nelle Alpi orientali austriache e italiane così come sul versante alpino piemontese e nei comuni non facilmente raggiungibili della Svizzera.
3. Esistono tendenze opposte: a essere colpite dal calo demografico non sono necessariamente le aree economicamente depresse.
4. Negli ultimi dieci anni le aree di spopolamento sono state quelle incapaci di agganciare l’economia del terziario e inerti al punto da non riuscire più ad attrarre nuovi abitanti (Germania orientale, Alpi orientali, comuni mal collegati).
5. La peculiarità delle Alpi: Nonostante in Europa la spinta all’urbanizzazione non sia partita dalle zone montane, le attuali forme economiche globali rafforzano l’importanza dei vantaggi derivanti dall’agglomerazione e dunque oggi le zone di montagna si stanno sviluppando in modo più specializzato e differenziato. Ad esempio, pur mantenendo spesso un aspetto rurale, le zone montane prossime agli agglomerati vengono integrate in modo funzionale in questi ultimi.

Photo e news: www.eurac.edu/it/

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