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Cronaca, Primo Piano

Fusione dei comuni di montagna, ecco i risultati dei referendum

Gerosa -foto d'archivio- (Photo courtesy of Wikimedia Commons)
Gerosa -foto d’archivio- (Photo courtesy of Wikimedia Commons)

BERGAMO — Sono stati comunicati nelle scorse ore i risultati definitivi dei referendum popolari tenutasi durante il weekend per la fusione dei comuni. Molte le cittadine montane, in particolare in Lombardia, chiamate a decidere il futuro dei propri paesi.

Lo spopolamento delle montagne ha causato in molte cittadine di alta quota la diminuzione della popolazione. Negli ultimi decenni molti comuni hanno adottato la soluzione di “fondersi” in un unico Paese per migliorare le qualità dei servizi e diminuire i costi. Anche lo scorso weekend molti abitanti sono stati chiamati a dare la propria preferenza su una possibile fusione, tramite un referendum.

In Lombardia, regione in cui erano ben 58 i comuni in cui si sono svolti i referendum, la scelta nelle cittadine montane di Varese, Como, Bergamo e Sondrio si è letteralmente spaccata. Sull’Alto Lago Maggiore è prevalso il sì per Veddasca, Maccagno e Pino mentre il no è emerso da tre dei cinque centri della Valcuvia. Simile la situazione in provincia di Como dove sul lago potrebbe sorgere Tramezzina, dal sì espresso da Mezzegra, Tremezzo, Lenno, Ossuccio. Maggioranza di sì anche per l’unione tra Bellagio e Civenna, mentre sulle rive del Lago di Lugano è prevalso di no.

Un ampio assenso è arrivato invece dalle valli Bergamasche dove sia in Valle Imagna, a Valsecca e Sant’Omobono Terme, che in Val Brembana, a Brembilla e Gerosa, è prevalso il sì. Al contrario un no secco è emerso in provincia di Sondrio, sia nei cinque comuni della Valchiavenna che nei dieci comuni tra Tirano e il Mortirolo. Esito negativo del referendum anche sulle montagne del Friuli, dove hanno votato Arzene, Valvasone e San Martino al Tagliamento in provincia di Pordenone.

I risultati dei referendum non sono però sentenze definitive. Spetterà ora alle Giunte Regionali decidere se rispettare la volontà popolare o procedere diversamente. I risultati della Consultazione non sono infatti vincolanti, ma hanno sicuramente un peso determinante nel futuro delle realtà comunali.

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