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Aquile, civette, grifoni. Rapaci delle Dolomiti in scena a Belluno

Grifoni (Photo-hwww.giorgiodebernardi.it)
Grifoni (Photo-hwww.giorgiodebernardi.it)

BELLUNO — Sono 27 i rapaci osservati nel Parco delle Dolomiti Bellunesi: 19 diurni, tra cui l’aquila reale e lo sparviere e 8 notturni, tra cui l’enorme gufo reale e la piccola civetta nana. Giovedì 19 dicembre alle ore 18.15 se ne parla a Belluno, presso la sala “Eliseo Dal Pont – Bianchi” in Viale Fantuzzi. L’occasione è la pubblicazione dell’ultimo volume edito dal Parco: “Studi ornitologici nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi”, nono della collana “Rapporti”.

A parlare dei rapaci diurni e notturni del Parco sarà Giuseppe Tormen, fornendo dati sulla distribuzione e il comportamento delle 27 specie di rapaci osservate negli anni scorsi dallo stesso Tormen e da Silvana de Col nell’area protetta. L’intervento di Michele Cassol riguarda invece una specie molto particolare: il Re di quaglie, un migratore che raggiunge le nostre zone in primavera, proveniente dall’Africa, e nidifica nell’erba folta dei prati. Un tempo relativamente comune il Re di quaglie è diventato, nel corso degli anni, sempre più raro, tanto da essere considerato a rischio di estinzione, soprattutto per la progressiva scomparsa dei prati in cui nidifica.

Il terzo intervento della serata è curato da Mauro Varaschin ed è dedicato ai picchi. Quattro ornitologi: Mauro Varaschin, Roberto Luise, Marco Zenatello e Nicola Ventolini, hanno studiato la presenza e distribuzione di tre specie di picchi nel Parco: il picchio nero, il rosso maggiore e il cenerino, cercando le relazioni tra le caratteristiche del bosco e la presenza di questi uccelli. Comprendere a fondo quali siano le caratteristiche delle foreste più idonee ad ospitare i picchi è importante per la loro conservazione, perché consente di orientare le scelte tecniche di gestione ed utilizzo dei boschi in modo più rispettoso delle esigenze ecologiche degli uccelli che li abitano.

L’ultima relazione della serata è invece dedicata ad una specie che nel Parco non c’è, ma che un tempo era presente: il grifone. Antonio Borgo e Marco Gustin hanno condotto uno studio per valutare la possibilità di reintrodurre questo avvoltoio nel territorio del Parco, con un progetto analogo a quello avviato qualche anno fa presso la riserva naturale di Cornino, in Friuli Venezia Giulia, con ottimi risultati.

Tutti i dati esposti nel corso della serata sono contenuti nel nuovo volume “Studi ornitologici nel Parco”, che sarà possibile acquistare in sala.

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