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Neve e freddo torneranno mercoledì, estate in arrivo a metà giugno?

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BERGAMO — Se maggio si chiude con freddo e neve, cosa aspettarsi per giugno? E’ questa la domanda che si stanno ponendo tutti gli italiani che, nei giorni scorsi, hanno dovuto tirare fuori i maglioni dagli armadi e rimettere le catene da neve nelle automobili. La neve, tra venerdì e sabato, è arrivata infatti fino a 800 metri di quota sulle montagne lombarde, e a 1000 metri sul Gran Sasso, e il fenomeno potrebbe ripetersi a metà settimana. Pare che l’estate non si farà vedere fino a metà giugno.

Nel weekend, la neve ha imbiancato tutte le Alpi oltre gli 800-1000 metri. In Dolomiti sono caduti in media dai 30 ai 50 centimetri di neve e in località come Foppolo, nel bergamasco, la colonnina di mercurio ha segnato i -10 gradi centigradi. Gelo in Abruzzo con neve oltre i 1.500 metri, temperature sottozero e vento forte, neve anche sul Terminillo. Stamattina le temperature sono rimaste molto al di sotto delle medie del periodo e con locali gelate gelate anche a quote medio-basse, soprattutto al Nord.

Oggi e domani, grazie al sole, torneranno più gradevoli almeno durante la giornata ma si tratterà purtroppo di uuna breve parentesi: un nuovo peggioramento del tempo è infatti previsto a metà settimana. Secondo 3bmeteo.com infatti un nuovo nucleo freddo dal Nord Atlantico raggiungerà l’Italia a partire da martedì sera, ricalcando il peggioramento appena concluso. Porterà piogge e rovesci sparsi, anche a carattere temporalesco, dapprima al Nord poi anche al Centro Sud; fenomeni localmente intensi al Nord Ovest. La neve tornerà a cadere sulle Alpi sopra i 1300 metri. Il freddo anomalo ha investito tutta l’Europa centro-occidentale, con ripetuti affondi polari tra Spagna, Francia e svizzera dove tra il 19 e il 25 maggio la media delle temperature è stata inferiore ai 5° con locali tardive gelate.

Ed è allarme per la Coldiretti, che ha denunciato un aumento di costi energetici per gli imprenditori del settore allevamento e agricoltura, costretti a riavviare il riscaldamento di stalle e vivai: pare che nella seconda decade di maggio al nord sia caduta il 24 per cento di pioggia in più del solito e le temperature sono state più basse di 3,2 gradi. Le api faticano a trovare il polline a causa delle incessanti piogge e secondo Coldiretti potrebbe arrivare attorno al miliardo di euro il conto complessivo dei danni, dei maggiori costi e delle perdite produttive. L’associazione chiede quindi di avviare le procedure per la dichiarazione dello stato di calamità naturale per territori più colpiti.

Sbalzi termici e maltempo, oltre a mettere in ginocchio l’agricoltura ed il territorio, sta anche compromettendo la salute degli italiani, con sindromi influenzali che interessano ad oggi circa 120 mila persone. Secondo il virologo Pregliasco, sentito da 3bmeteo.com, si tratta certamente di un record da quando e’ attiva la rete di sorveglianza influenzale.

Si tratta di un freddo record? Secondo gli storici no: gli annali ricordano, ad esempio, l’ondata di gelo del luglio 1970 che portò neve sulle Alpi a partire dagli 800-1000 metri, con accumuli a tratti anche rilevanti: a Cortina scesero in una notte 15 cm di neve fresca.

Ma diamo uno sguardo al futuro. Nella settimana dal 3 all’8 Giugno, 3bmeteo prevede una maggiore presenza di sole, tuttavia l’arrivo di correnti fresche settentrionali nei bassi strati sulle nostre regioni dovrebbe dar luogo a fenomeni da instabilità sopratutto sui rilievi e al pomeriggio. Temperature in aumento seppur su valori nelle medie del periodo. Potrebbe trattarsi il primo tassello verso l’estate.

 

 

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