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Dhaulagiri, alpinista spagnolo bloccato a 8000 metri

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(Updated 16:20) KATHMANDU, Nepal — Incidente a 8000 metri di altitudine al Dhaulagiri. Juanjo Garra è rimasto ferito ieri mentre scendeva forse dalla cima della montagna. Pare che lo sherpa che camminava con lui sia scivolato trascinandosi dietro l’alpinista che nella caduta si è rotto una caviglia, non riuscendo più a proseguire. Lo spagnolo ha bivaccato insieme allo sherpa per la notte e ora sarebbero in attesa di aiuti: Maurizio Folini e Simone Moro oggi hanno sorvolato la montagna riuscendo ad arrivare a quota 6300 metri dove hanno lasciato tre sherpa dotati di cibo, ossigeno e vestiti. I tre tenteranno di salire in aiuto di Juanjo Garra.

Secondo le ultime notizie, confermateci pochi minuti fa da Simone Moro, l’alpinista bergamasco e Maurizio Folini hanno volato oggi in elicottero fino a quota 6300 metri. Non è stato possibile raggiungere quote più elevate anche per via del vento che soffiava a 70 km/h. Gli italiani comunque, sono riusciti a lasciare sulla montagna 3 sherpa, che cercheranno di raggiungere lo spagnolo e il suo sherpa e portare loro i primi soccorsi.

Questa mattina Garra – stando a quanto scritto sul suo blog –  ha parlato al satellitare dicendo di essere in discrete condizioni considerando la notte passata a circa 8000 metri di quota. Tuttavia la situazione sarebbe molto seria. Dal campo base sarebbe stata inviata richiesta di aiuto ad altri scalatori spagnoli che si trovano in Himalaya e che sono acclimatati: si parla di Ferran Latorre e di Alex Txikon, entrambi al campo base di Everest-Lhotse, essendo andati in vetta al Lhotse all’inizio della settimana. Nell’ultimo aggiornamento pubblicato dal sito Desnivel, i due,  insieme a Jorge Egocheaga e Damián Benegas, raggiungeranno domani il Dhaulagiri, lasciati dall’elicottero alla più alta quota possibile per raggiungere il connazionale via terra.

Ricordiamo che solo pochi giorni fa Maurizio Folini, lavorando insieme a Simone Moro e pilotando il suo elicottero, ha effettuato un’operazione estremamente difficile e mai realizzata prima nella storia: il recupero di un alpinista in longline sopra le Fasce Gialle, vicino a campo 4 dell’Everest. Ancora due giorni prima, il team italiano aveva effettuato un soccorso a 7000 metri, sempre sulla stessa parete.

Juanjo Garra, Lolo González e Enrique Osiel avevano dovuto interrompere l’attacco di vetta al Dhaulagiri mercoledì scorso, fermati da forti venti. Ieri, mentre Osiel decideva di rinunciare e scendere verso campo 2, Garra, González e almeno un altro sherpa hanno invece proseguito. Pare che l’incidente si sia verificato dopo aver fatto la cima, alta 8.167 metri, nella fase di discesa. Secondo quanto si legge sul blog, la notte scorsa Garra e lo Sherpa sono rimasti a 8000 metri. Gonzàles invece sarebbe sceso a campo 3.

 

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