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Cronaca nera, Primo Piano

Usa, climber ucciso in parete da uno sciame d'api

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AMADO, Stati Uniti — É stata l’autopsia a confermare ciò che la polizia già sospettava: un climber di Tucson è morto a causa di “avvelenamento” da parte di uno sciame d’api. Il 55enne era stato trovato senza vita ancora appeso alla parete sulla quale stava scalando, ricoperto da centinaia di punture.

Secondo la stampa statunitense, venerdì 3 maggio l’uomo era partito con il proprio cane da Tucson, in Arizona, per recarsi sul Monte Hopkins che raggiunge i 2617 metri di altezza: il climber intendeva aprire una nuova via lungo la parete rocciosa durante il weekend. Quando il lunedì successivo il 55enne non si è presentato al lavoro,  gli amici, preoccupati per la sua assenza, hanno iniziato le ricerche nel pomeriggio.

É stato proprio uno di loro a ritrovarlo senza vita, ancora appeso alle corde con cui arrampicava. Lo sceriffo e gli agenti della contea di Santa Cruz hanno provveduto al recupero della salma e l’avvio delle indagini. Lo sceriffo ha dichiarato alla stampa che il corpo dell’uomo era ricoperto da centinaia di punture d’api e la stessa sorte sarebbe toccata anche al suo cane.

L’autopsia compiuta venerdì ha confermato che la morte è sopraggiunta a causa della enorme quantità di veleno iniettata nel rocciatore dai pungiglioni degli insetti. Secondo le prime ricostruzioni, il 55enne non si sarebbe accorto della presenza di un nido d’api a poca distanza dal luogo in cui stava arrampicando. Il rumore dei chiodi piantati nella roccia avrebbe aizzato lo sciame che si sarebbe accanito contro l’uomo e il cane.

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